Attenzione
M5S, diktat dei vertici: «Stop ai post polemici»
Ma fra i pentastellati ora scoppia la “guerra” per l’uso del logo. E a destra Gambini contro Garzella
PISA. «Stop alle polemiche, stemperate il clima, non possiamo permetterci autogol in questo momento. Così danneggiate le nostre battaglie e rischiamo di perdere l’occasione del referendum sul territorio». E pensare che Enrico Cantone, consigliere regionale pentastellato, lunedì sera ha impiegato quasi mezzora per convincere gli attivisti pisani riuniti nella sede di via Coccapani ad abbassare i toni.
La telefonata in vivavoce con il Meetup storico, quello a cui fanno riferimento i Valeria Antoni e Gianfranco Mannini, i due consiglieri comunali attaccati dalla collega Elisabetta Zuccaro per aver abbandonato la Sala Regia prima della fine della seduta. Quella telefonata è suonata come un richiamo all’ordine ed ha evitato il voto di fiducia sull’operato dei consiglieri dopo la spaccatura aperta dallo scontro con Zuccaro. Ma il messaggio del portavoce toscano è più o meno lo stesso con cui da venerdì scorso i vertici regionali tempestano i militanti di entrambi i meetup in cui da aprile si è scisso il M5S con l’invito a non infiammare ancora il conflitto con post su Facebook alimentando divisioni e scontri nella base. Quasi un diktat che non sembra essere bastato a sanare la crepa, perché dopo lo scontro sull’assenteismo in consiglio, adesso i pentastellati si stanno accapigliando anche sull’utilizzo del simbolo. «È solo il colpo di coda di chi non ha più peso politico, ma ricordo che il meetup riconosciuto con il simbolo del Movimento è il nostro», aveva dichiarato Antoni contrattaccando alle accuse di Zuccaro.
«Sono dichiarazioni gravi - ribatte ora Zuccaro - e per cui aspetto una smentita, perché un eletto del Movimento dovrebbe sapere che i Meetup non possono detenere il logo e nemmeno possono utilizzarlo. Lo ha chiarito una circolare di Fico e Di Battista a luglio scorso. Possono farlo soltanto i portavoce. Dirlo significa strumentalizzare il simbolo dei 5 Stelle, perché è come dire che soltanto un gruppo è autentico».
In subbuglio anche il centrodestra dopo l’annuncio dell’addio a Forza Italia di Giovanni Garzella, che si trasferisce nel gruppo misto per la sua adesione al Sì al referendum, si scatenano le reazioni dei berlusconiani pisani. Uno su tutti quella di Gianluca Gambini: «Garzella si dimette da Forza Italia scoprendo che il suo cuore batte per il centrosinistra - scrive su Facebook - Ma non potevi farlo anni fa evitandoci continue brutte figure in consiglio comunale (per usare un eufemismo)?». Mentre da Roma, l’ex coordinatore forzista e oggi verdiniano di Ala Massimo Parisi definisce la scelta di Garzella l’espressione di «un grande disagio dentro Forza Italia».
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