Finanza
E dal 2017 esami lampo anche per tiroide e occhi
PISA. Open access, la rivoluzione non si ferma. «Ci stiamo organizzando con i medici di famiglia - dice il direttore Carlo Tomassini - e se non ci sono intoppi dal primo gennaio partiamo con altri...
PISA. Open access, la rivoluzione non si ferma. «Ci stiamo organizzando con i medici di famiglia - dice il direttore Carlo Tomassini - e se non ci sono intoppi dal primo gennaio partiamo con altri esami. I cittadini potranno avere un appuntamento nel giro di 24-72ore anche per fare ecografie alla tiroide, eco osteoarticolari, l’eco sottocutanea e forse anche la Tac all’addome».
Non solo. L’idea del direttore dell’Aoup è quella di estendere il modello anche alle visite per i 300 medici di famiglia pisani firmano il maggior numero di richieste: una su tutti, l’oculistica.
Adesso però il timore è che la “rivoluzione” scateni una specie di ondata migratoria. E che da Lucca e Livorno i cittadini comincino a chiedersi perché l’Open access non sia ancora diventato una realtà del sistema sanitario nel loro territorio e cosa aspetti l’Asl a metterlo in atto. Per questo Tomassini ripete che il meccanismo funziona solo per i 340 mila residenti dell’area della vecchia Asl 5, in sostanza per gli abitanti della provincia. Certo è che Stefania Saccardi ci ha già messo gli occhi. L’assessore regionale si è fatta inviare un dossier con i segreti della metodo che ha azzerato le attese nelle visite cardiologiche, nell’eco-addome e adesso anche nella Tac al torace.
L’obiettivo è quello di esportarlo anche negli altri distretti, ma gli uffici regionali per ora riterrebbero il “modello Tomassini” fin troppo audace, legato più ai meriti e alle capacità del direttore che al sistema in sé. Così l’idea sarebbe quella di ampliare il raggio della prenotazione garantendo non visite ed esami in 24-72 ore ma in 15-30 giorni agganciando le prenotazioni al vecchio sistema dei codici di priorità. Pisa così diventerebbe una sorta di avanguardia, un’isola felice delle attese.
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