Il Tirreno

Pisa

Il festival “vola” in tre giorni 25mila presenze

di Sharon Braithwaite
Il festival “vola” in tre giorni 25mila presenze

Un’edizione da primato grazie agli ospiti L’Irlanda ha conquistato i lettori pisani

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PISA. La quattordicesima edizione del Pisa Book Festival ha chiuso in bellezza, bissando i 25mila ingressi registrati l'anno scorso. «Il pubblico ha risposto molto bene a un evento che ormai è diventato un momento centrale della vita culturale cittadina e nazionale, con un respiro ormai internazionale - afferma Lucia Della Porta, ideatrice e direttrice del festival -. Un ringraziamento particolare agli ospiti irlandesi, in particolare alla madrina di questa edizione, Catherine Dunne, che hanno dato un contributo unico e speciale al festival con i loro interventi e le loro presentazioni. Ringrazio anche gli sponsor e i partner che ci hanno sostenuto per questa edizione 2016. Invito tutti a continuare a seguirci sui nostri canali social e sul sito, dove si possono vedere i video integrali dei principali incontri. Due inviti: tornare l'anno prossimo, quando ci onoreremo di ospitare la Finlandia, e non smettere mai di leggere». La Repubblica finlandese, infatti, è il Paese ospite d'onore della prossima edizione. Un assaggio della cultura della penisola scandinava è stato offerto al pubblico da Carla Santoro di Cultfinlandia.it. «Una letteratura giovane ma che viene celebrata molto spesso. Siamo uno dei Paesi che legge di più e questo è banalmente dovuto al tempo, ma anche al sistema educativo che incentiva e stimola i cittadini a leggere fin da piccoli - spiega Santoro -. Tra gli scrittori contemporanei che spero di poter trovare a Pisa l'anno prossimo cito: Arto Paasilina, scrittore di "L'anno della lepre", un libro che ha venduto moltissimo; Tuomas Kyro, autore umoristico di "L'anno del coniglio"; Kairi Hotakainen, Mikko Rimminin di "La giornata del naso rosso"; Minna Landgreen, Laura Lindstedt, Pajtim Statovci, Jenni Haukio, Katja Kettu, Rosa Liksom». Un altro nome citato da Santoro è Sofi Oksanen, autrice di "Purge" e vincitrice nel 2010 del Premo del Libro europeo, insieme a Roberto Saviano. La cultura nordeuropea ha avuto spazio anche nell'incontro condotto da Björn Larsson, che ha intervistato la giornalista svedese Majgull Axelsson, autrice di "Io non mi chiamo Miriam". Si tratta di un romanzo che affronta il duro destino dei rom durante le persecuzioni naziste e negli anni successivi. «La cultura rom si diffonde per via orale, per questo è difficile leggerne nei libri sull'olocausto. Posso dirlo, visto che ho letto tantissimi libri sulla Shoah - dice Axelsson -. Con la mia ricerca ho scoperto che nei campi di sterminio i rom erano perseguitati dagli stessi prigionieri. Solo decenni dopo la fine della guerra furono risarciti dallo Stato». Tra gli altri protagonisti della giornata conclusiva del festival la madrina Catherine Dunne, Ian Manook, Salvatore Striano, il pisano Marco Malvaldi, Vanni Santoni, Gaetano Savatteri, Conor Fitzgerald, Majgull Axelsson, Conor Fitzgerald, Corman Millar, Giancarlo Caselli, Ignazio Marino e Carmine Abate. Un fiume di gente ha inondato il Palazzo dei Congressi, per assistere ad incontri di attualità ed incontrare gli scrittori del momento. Un successo per i centosessanta editori in fiera.

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