Il Tirreno

Pisa

Una gara europea per la maxi-idrovora

Monaco (Consorzio): lavori per 12 milioni contro gli allagamenti

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PISA. Una maxi-idrovora contro gli allagamenti. Nello scorso febbraio si era chiusa la conferenza dei servizi relativa al riassetto idraulico dei bacini di Pisa nord-est nei comuni di Pisa e San Giuliano. Il progetto rientra nell’accordo di programma per il trasferimento delle attività ospedaliere da Santa Chiara a Cisanello e vede coinvolte il Consorzio 4 Basso Valdarno (Fiumi e Fossi), l’Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Regione) e l’Università di Pisa. La maxi-idrovora, aspetto essenziale, avrà la particolarità di scaricare le acque piovane direttamente in Arno. In questo modo dovrà mettere ulteriormente in sicurezza il polo ospedaliero di Cisanello e scaricare nel fiume tutte le acque di Cisanello-Pisanova, e anche di Ghezzano, permettendo un deflusso anti-allagamenti più rapido nei quartieri nord-est della città.

In attesa che venga sbloccato il bando per il completamento del polo di Cisanello, «noi stiamo portando avanti le procedure per mandare a gara europea i lavori all’inizio del nuovo anno», dice il presidente del Consorzio 4 Basso Valdarno, Marco Monaco. Per l’espletamento della gara serviranno circa sei mesi. «Contiamo di avviare il cantiere entro la fine del prossimo anno», è l’auspicio di Monaco. La durata del cantiere è stabilita in circa due anni e mezzo.

Si tratta del secondo dei tre lotti che compongono il progetto complessivo. E’ il più importante, oltre ad essere determinante per lo spostamento dell’ospedale. In questa fase, da 12 milioni di euro, sono previste diverse opere. La principale è un impianto idrovoro nei pressi dell’Arno con una portata di 24,5 mc/s di acqua. E poi, tra gli altri interventi previsti dal progetto, scaricatori di piena (i fossi San Giusto, San Marco e il collettore via Manghi), un sottopasso del Nuovo Scolo di Ghezzano su via Giovannini e nuove linee idrauliche.

La maxi-idrovora che scarica in Arno dovrà intervenire sul problema degli allagamenti nei quartieri nord-est, soprattutto in caso di piogge eccezionali. Ora la situazione è la seguente: le acque da Cisanello a Porta a Lucca, passando da Ghezzano, finiscono tutte nel Fiume Morto. Ovvero per defluire devono attraversare mezza città. La soluzione sarà, con questo secondo lotto, la divisione in due del bacino (di quasi 1.200 ettari). In questo modo da via di Pratale fino a Porta a Lucca le acque continueranno ad andare, attraverso il sistema fognario e gli altri canali, nel Fiume Morto. Mentre tutta la zona di Cisanello-Pisanova-Piagge potrà scaricare le acque nel più vicino Arno. In pratica, compito alleggerito per tutte le zone. Tecnicamente ciò avverrà con la disconnessione idraulica del Fosso dei Sei Comuni tra Praticelli e l’inizio di via di Pratale.

Il primo lotto (da 1 milione e 880.000 euro) era stato completato con la realizzazione di un nuovo collettore dedicato all’area ospedaliera e al bacino di Scolo delle Piagge, oltre ad una nuova cateratta meccanizzata di scarico in Arno e un mini impianto di sollevamento ausiliario. Il terzo lotto consiste in particolare in un canale di collegamento interrato con l’idrovora e nel rafforzamento degli argini dell’Arno che si trovano nei pressi del polo ospedaliero.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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