Sicurezza
«Vergogna! Dimettetevi» Il M5S pisano si spacca
La consigliera Zuccaro accusa Antoni e Mannini di assenteismo in consiglio E loro contrattaccano: «Sempre presenti, il tuo un pretesto per favorire il Pd»
PISA. Era nell’aria da mesi, di fatto una scissione sotterranea c’era già stata ad aprile, divisi sulla gestione della sede. Ma a sancire la spaccatura fra i 5 Stelle pisani, con un post infuocato, è arrivata giovedì sera Elisabetta Zuccaro. «Siete la vergogna del Movimento», scrive la consigliera alle nove di sera durante la seduta del consiglio comunale. Un attacco frontale a Valeria Antoni e Gianfranco Mannini, accusati sostanzialmente di essere fannulloni e assenteisti, di usare il loro ruolo da consiglieri per fini personali.
«Vergogna!!! - scrive Zuccaro - Si viene a fare la passerella in consiglio e si va via dopo aver parlato senza seguire la discussione. Sono andati via da un bel pezzo ormai tutti i nostri consiglieri di ctp, primo tra tutti Massimo Casalini. Si impara in fretta la logica delle poltrone. Sono le 20:40 e non sono ancora stati presentati gli atti di indirizzo. Non ha nemmeno ancora parlato l'assessore di riferimento. Antoni, Mannini, dove siete? Comodamente sul divano di casa? Vergognatevi anche voi! Bella così la partecipazione. Degli altri». Una sferzata che arriva da dall’attivista che fa da riferimento a uno dei due gruppi presenti in città e sembra segnare una frattura definitiva. Zuccaro si scaglia contro i leader del Meetup storico pentastellato. Tutto a un anno e mezzo dal voto per le amministrative e proprio nel momento in cui il M5S sembra godere di un vento favorevole anche nei sondaggi. «Mi sarei anche stufata di reggere da sola la bandiera 5 Stelle fino alle dieci di sera, anche su temi che a parole sarebbero i vostri cavalli di battaglia!», continua nel suo post Zuccaro. La consigliera arriva a chiedere le dimissioni dei colleghi. «Ma qual è la vostra etica? Se pensate che il consiglio sia inutile dimettetevi. Chi partecipa a un dibattito che per la prima volta cerca di fare un bilancio dei ctp e se ne va senza ascoltare le posizioni degli altri dimostra di usare la bandiera della partecipazione per fini strumentali di bassa lega». Un terremoto che non sarà facile da assorbire. Il timore nella base è un replay delle faide fra correnti che hanno scandito la campagna elettorale di Virginia Raggi a Roma e ancora stanno insidiando il cammino della sindaca. «Accusarmi di essere un vagabondo è ridicolo - sbotta Mannini - Giovedì la mia giornata è iniziata alle 9 con lo sportello Sos 5 Stelle dove sono rimasto fino a mezzogiorno, poi sono andato in conferenza dei capigruppo su Teseco, poi in consiglio fino alle 20,30, e ne sono uscito prima solo per i dolori al tunnel carpale a cui dovrò operarmi. La verità è stato un pretesto, vuole rompere tutto. E così ora i partiti dello zero virgola stanno festeggiando e il Pd gode». Ma l’accusa di Zuccaro è quella di tradire il codice etico. «Abbiamo davanti una grande opportunità, in Italia abbiamo il 30 per cento dei consensi, e possiamo giocarci la partita anche a Pisa. Per questo dobbiamo essere irreprensibili e credibili». «Il codice 5 Stelle? Dimissioni? Noi fannulloni? Ma non scherziamo - sorride Antoni - Non ho perso una commissione urbanistica, seguo i consigli, ed ero in Comune dalle 13. Sono andata via perché avevo i figli a casa da soli. Ma aldilà di questo, da tempo contesto la liturgia del consiglio. Quando me ne sono andata si discuteva l’opportunità di votare un certo documento piuttosto che un altro invece di parlare del tema. Quell’aula troppo spesso è scollegata dai problemi veri dei cittadini. Per questo molte iniziative le facciamo sul campo. Ci occupiamo di marginalità, di sicurezza, abbiamo uno sportello per la violenza di genere, ne apriremo anti-usura bancaria».
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