Il Tirreno

Pisa

Libri e letteratura contro i populismi

di Sharon Braithwaite
Libri e letteratura contro i populismi

Il Pisa Book Festival torna a celebrare il valore della parola. La scrittrice irlandese Dunne: «Trump vuole nuove barriere»

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PISA. La città della Torre celebra il valore della parola e del sapere contro l'avanzare dei populismi e l'impoverimento culturale.

È questo il filo conduttore dei discorsi pronunciati ieri mattina dal sindaco Marco Filippeschi, dall'ambasciatore d'Irlanda Bobby McDonagh e dalla scrittrice irlandese Catherine Dunne, nel corso della cerimonia d'inaugurazione del Pisa Book Festival. La fiera dell'editoria indipendente animerà il Palazzo dei Congressi fino a domani, con un ricco calendario di eventi. Centosessanta gli editori presenti, di cui sedici sono locali. «Questo è un festival della libertà culturale, con decine di case editrici indipendenti italiane e pisane, che hanno difeso il valore del libro in tempi di crisi e di fronte alle sfide della rivoluzione digitale - ha detto il primo cittadino -. Il Pisa book festival è un importante momento di confronto aperto e libero, di respiro nazionale e internazionale». Entusiasta dell'iniziativa l'ambasciatore d'Irlanda Bobby McDonagh: «Pisa è una città splendida e che ha un forte legame con il nostro Paese. Siamo un paese molto piccolo, ma a nostro modo siamo una potenza letteraria - ha detto McDonagh -. Nel corso della storia non abbiamo mai invaso un altro Paese con la forza delle armi, ma riusciamo ad invadere ogni paese con la forza della nostra cultura. È un grande piacere vedere come la produzione culturale irlandese sia rappresentata in maniera eccellente qui». McDonagh ha ricordato che quest'anno ricorre il centenario della rivolta di Pasqua a Dublino, un'insurrezione che fu capeggiata da scrittori e poeti. «I dirigenti sindacali che furono trucidati cento anni fa avevano legami con l'Italia. Quelle lotte somigliano a quelle di Garibaldi - aggiunge l'ambasciatore -. Questo festival è un evento in cui le parole hanno ancora un valore reale e profondo, un aspetto che non possiamo dare per scontato. Le parole sono necessari strumenti di precisione nella vita di tutti noi; sono fondamentali per abbattere le barriere, per costruire compromessi giusti tra Paesi». Immancabile un riferimento alle vicende internazionali e a Brexit, il referendum sull'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea. «Vedere qui tanti giovani, tanti libri e professori è la risposta migliore ai populismi - dice ancora McDonagh -. Il tratto distintivo dell'Italia e dell'Irlanda è il nostro sostengo all'Unione Europea, di cui troppo spesso si parla in maniera superficiale e pericolosa. Il governo irlandese dopo il Brexit ha confermato la propria fede profonda in questa unione». Piuttosto intenso il discorso inaugurale della madrina del festival, Catherine Dunne. Dopo un excursus tra la sua storia familiare e del suo Paese dagli anni Sessanta, Dunne ha illustrato il ruolo della letteratura nella sua vita e nella costruzione dell'identità nazionale irlandese. Un discorso tra confini territoriali e psicologici.

«Molto è cambiato negli anni. C'è stato uno tsunami di nuovi scrittori. Ma attenzione a non dormire sugli allori, noi donne dobbiamo sempre stare all'erta - sottolinea Dunne -. Si è parlato di Brexit in Irlanda e tutti temiamo che si traduca nella storica divisione tra Irlanda del nord e Irlanda del sud. Gli scrittori stanno facendo ogni sforzo per incontrarsi, per aumentare il traffico culturale tra nord e sud». Infine, Dunne ha commentato l'elezione di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti. «È un uomo che vuole creare nuove divisioni e barriere, costruire muri, invece di incentivare l'inclusione e la tolleranza delle differenze - conclude Dunne -. Invece di voler rendere gli Usa un grande Paese, dovrebbe far tornare gli americani la voglia di leggere». Tra gli incontri più seguiti della giornata di ieri, l'incontro di Dunne col pubblico e con gli studenti delle scuole di Pisa e Pontedera e le presentazioni delle scrittrici irlandesi Caitriona Lally e Eimar McBride. Nel corso del dibattito sulle nuove prospettive dell'Università di Pisa, con il rettore Paolo Mancarella, l'ex rettore Massimo Augello, il sindaco Filippeschi e Eugenio Ripepe, è stato sottolineato l'apporto economico dell'Ateneo in città. «Gli studenti sono delle risorse - ha detto Mancarella -. Insieme alle altre istituzioni locali possiamo risolvere i problemi legati alla convivenza con i pisani e arrivare ad una "movida positiva"». Oggi alle 12 Marco Malvaldi presenterà "L'infinito tra parentesi" con gli studenti del liceo XXV aprile di Pontedera. Alle 13 Ibiskos presenta "Piovve sul bagnato. Testimonianze dell'alluvione nell'empolese Valdelsa". Alle 18 in sala Pacinotti Mauro Corona presenta "La via del sole", mentre in sala Fermi si terrà la presentazione di "Io sono Bobo" di Sergio Staino, con Laura Montanari e Fabio Galati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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