La protesta
Incendiata la porta di una gelateria
Fuoco di notte nell'area commerciale di piazza Belvedere. La titolare: «Non siamo mai stati accettati»
TIRRENIA. Il fuoco, appiccato nella notte, ha danneggiato la porta della gelateria. Uno sfregio più che un danno sufficiente a boicottare l'attività. Ma quello che ferisce la proprietaria e il suo compagno è il contesto in cui è avvenuto l'episodio. Un disagio ambientale di cui l'atto vandalico diventa sintomo di un malessere. La gelateria " Belvedere", nello spazio commerciale laterale all'omonima piazza, è stata inaugurata il 30 aprile. «Abbiamo lavorato tante e bene con i turisti - spiega Mauro Paolinelli che aiuta la compagna Antonella Luise nella gelateria -. Quello che abbiamo percepito, in negativo, è stata l'accoglienza del paese. Niente da dire sui colleghi commercianti. Ma ci è capitato spesso, d'estate, di sentir dire ad alcuni residenti rivolti ai clienti che stavano entrando nella nostra gelateria: "Non entrate lì, c'è un'altra gelateria più avanti". Abbiamo investito e lavoriamo onestamente e subire certi atteggiamenti fa male. L'atto vandalico in sé non va considerato come danno materiale, ma soprattutto morale».
Secondo carabinieri e vigili del fuoco l'autore ha cosparso con liquido infiammabile la porta e parte della pavimentazione davanti all'entrata. È bastato un accendino o un fiammifero per dare il via a un piccolo rogo. Un segnale tra il teppismo e il dispetto. Mauro Paolinelli è di Viareggio, Antonella Luise di Migliarino Pisano. Da sei mesi hanno iniziato un'avventura commerciale nel cuore di Tirrenia, una località turistica che attira ancora gente nei mesi estivi. «Sono da tanti anni nel commercio e mai come in questo posto ho visto gelosie e invidie - spiega Luise -. Voglio raccontare un episodio, uno dei tanti. La sera d'estate ci venivano a trovare i frati del convento di Tirrenia. Uno ci dice che è stato trasferito a Pisa, in San Francesco, e ci mettiamo a chiacchierare. A un certo punto una signora anziana si avvicina e mi chiede: "Lei è di Tirrenia?", "No" le rispondo. "E allora non ha il diritto di parlare con lui". Roba da non crederci. Eppure è solo un esempio di quello che abbiamo subìto in questi mesi». La denuncia è stata formalizzata ai carabinieri. Un danneggiamento da qualche centinaia di euro che non ha compromesso l'apertura della gelateria.
«Quello che ci amareggia - prosegue Paolinelli - è la constatazione che a Tirrenia non siamo stati accettati. Siamo in pace con tutti, i fornitori vengono pagati regolarmente. Non crediamo a un gesto intimidatorio. Pensiamo più a un dispetto. D'altra parte quando senti delle persone che invitano chi sta entrando nel tuo negozio ad andare in un altro concorrente, capisci anche troppo bene che non sei ben visto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
