Il Tirreno

Pisa

È l’era degli informatici

di Mario Neri

Sette su 22 quelli scelti da Mancarella per la sua “squadra” di prorettori

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PISA. I membri di Senato e Cda seduti ad una lunga tavola disegnata a ferro di cavallo, lui e la sua squadra sul quarto lato, alle spalle una collezione di gessi, una sintesi di cultura greca e romana: un discobolo, un Apollo, il Laocoonte. Sembra che Paolo Mancarella l'abbia scelta quasi come un piccolo tempietto del suo personale rinascimento, la chiesetta di San Paolo all'Orto. È la prima volta che un rettore inaugura la sua corsa alla guida dell'ateneo nella gipsoteca di arte antica, una culla di "umanesimo" per una squadra dove gli umanisti quasi non ci sono (se si esclude Alessandra Lischi, delegata alla comunicazione) ma in cui trionfa la tecnica.

Una rosa che allude a un rettorato 4.0. Undici prorettori e altrettanti delegati, eccola la squadra di governo del nuovo rettore dell'Università di Pisa. Tantissimi informatici (fra puri e ingegneri sono 7 su 22) e 2 ingegneri, tre deleghe per altrettante declinazioni di ricerca, attenzione alle quote rosa (7 donne su 22) e una rosa ampia. «Meglio avere una panchina lunga, visto che le competizioni che dovremo affrontare sono molte e complesse. Ho scelto in base alle competenze, all'esperienza di ognuno ma anche cercando affinità umane», dice Mancarella. Soltanto due i prorettori confermati dall'era di Massimo Augello. «L'ho fatto perché altrimenti chi in campagna elettorale mi tacciava di essere in continuità con il rettore uscente sarebbe rimasto deluso», scherza il rettore. In realtà vengono confermati due pilastri. Uno è Nicoletta De Francesco, ingegnere informatico, ex prorettrice vicaria dell'era Augello ma soprattutto ispiratrice della candidatura dell'informatico: sarà ancora la numero due a cui il rettore come «primo compito - spiega lei - ha affidato la gestione del sistema museale d’ateneo in attesa di nominare un presidente»; poi Ada Carlesi, la prof di finanza aziendale mantiene la sua delega al bilancio «con l’obiettivo - dice - di rendere possibili nuove manovre espansive mantenendo l’equilibrio di bilancio». Gli altri sono tutte new entry.

Marco Abate, prof di matematica assente perché in missione in India, sarà prorettore alla didattica. Un anno fa fu la testa di ponte degli scienziati alle urne per il rinnovo del Cda per una potenziale candidatura del fisico Paolo Rossi nella corsa a Palazzo alla Giornata, ma la discesa in campo naufragò anche in quelle urne, dove Abate non ottenne i voti per essere eletto. Da potenziale avversario, Mancarella ha deciso di farne uno degli uomini più forti del suo esecutivo, perché quello affidatogli è il ruolo che ha ricoperto lui in persona negli ultimi sei anni.

Lisandro Benedetti-Cecchi, ordinario di ecologia, si occuperà di ricerca in ambito europeo e internazionale per «aumentare il più possibile i fondi in arrivo dall’Ue»; Antonella Del Corso, associato di biochimica, sarà la responsabile degli studenti e del diritto allo studio; Marco Gesi, medico e ordinario di anatomia umana, avrà il compito di tenere i rapporti col territorio e la delega allo sport. Missione: «Riportare l’Unipi ad essere un attore importante all’interno del Cus»; Michele Marroni, prof di geologia, sarà prorettore per l'organizzazione e le politiche del personale e la sua mission non cambia molto rispetto al passato: «Se il Miur interrompe la stagione dei tagli, assumeremo, a cominciare dai giovani»; Claudia Martini, ordinario di biochimica, è la prorettrice per la ricerca in ambito nazionale.

Marco Raugi, ex direttore di un dipartimento di ingegneria elettronica, sarà prorettore per la ricerca e il trasferimento tecnologico e la sua è una delle sfide più complesse, quasi l’uovo di colombo del sistema universitario italiano, e cioè «guidare la ricerca applicata verso la domanda che viene dal mondo del lavoro, dell’impresa e della cultura». Walter Salvatore, prof di tecnica delle costruzioni, avrà edilizia e patrimonio. Non ci gira intorno: «Da gennaio parte un piano di riqualificazione di aule e laboratori, ma puntiamo anche a nuove costruzioni». Infine, fra i prorettori spicca Franco Turini. Il direttore uscente di Informatica è il mèntore di Mancarella, è stato uno dei fondatori della facoltà pisana e sarà prorettore per la revisione dei regolamenti e delle procedure amministrative. «Non volevo chiamarlo prorettorato alla semplificazione, volevo evitare l’accostamento a Calderoli - scherza - ma l’idea è quella di rendere le procedure più snelle, soprattutto attraverso l’informatica».

Ecco, informatica e ingegneria sembrano caratterizzare questo mandato. Perché lo sono anche molti dei delegati, a cui Mancarella ha riservato un ruolo importante, fra cui Antonio Cisternino, delegato all’informatica appunto; poi Luca Fanucci, che si occuperà di integrazione dei disabili, Francesco Marcelloni, delegato all'internazionalizzazione, Giovanni Vozzi, delegato a sicurezza sul lavoro, e Vincenzo Gervasi, che dovrà ottimizzare gli spazi per la didattica. Gli altri delegati sono la politologa Marcella Aglietti per i dottorati di ricerca, Pietro Di Martino si occuperà di formazione dei docenti, la giurista Michela Passalacqua di affari giuridici, Rossano Massai di job placement, Leonardo Bertini di start up.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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