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Pisa

Maltempo: «Cittadini, basta bufale. Aiutateci come hanno fatto i i migranti»

Mario Neri
Maltempo: «Cittadini, basta bufale. Aiutateci come hanno fatto i i migranti»

Il sindaco striglia chi su Facebook ha accusato il Comune di pagare gli stranieri: «Hanno pulito gratis, fatelo anche voi». E ora una task-force per svuotare i tombini

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SAN GIULIANO TERME. La quiete nemmeno dopo la tempesta. A San Giuliano le squadre degli operai di Geste sono al lavoro per ripulire tombini, bocche di lupo e griglie di scolo ingolfate nei due giorni di maltempo, e a loro si uniranno i migranti, protagonisti dell’emergenza insieme a Protezione civile, vigili del fuoco e polizia municipale.

L’operazione andrà avanti per alcuni giorni, era stata pianificata dal sindaco Sergio Di Maio già prima del fine settimana di passione, ma adesso è stata resa ancora più necessaria dal maltempo e dalle numerose polemiche e critiche arrivate all’indirizzo dell’amministrazione da cittadini convinti che ad allagare strade, campi e anche alcune case sia stata la scarsa manutenzione e non gli effetti di una pioggia record, con quasi 60 millimetri di acqua caduti in poco più di un’ora sabato all’ora di pranzo.

«Come qualcuno ha polemicamente fatto notare, le precipitazioni - dice il sindaco - non hanno raggiunto valori di cumulo elevatissimi in senso assoluto: il problema è stata la concentrazione in un periodo molto ristretto, fenomeno che ha limitato la capacità di ricezione da parte del reticolo idraulico minore. Basti pensare che la stazione pluviometrica di Metato ha registrato tra le 12 e le 13 un cumulo di 37,4 mm di pioggia. Questo nelle zone più depresse del territorio ha causato allagamenti».

Non solo. La pioggia, spiega il sindaco, ha dilavato foglie e altri materiali ostruendo griglie e bocche di lupo, anche dove erano state appena pulite. «Significativo il caso di piazza Giovanni XXIII a Pontasserchio, pulita venerdì 4 novembre grazie all'aiuto dei migranti e dove però proprio le foglie dei platani, cadute per la pioggia e il vento, hanno tappato alcune griglie: sul posto sono dovuti intervenire i volontari della Protezione civile e i vigili del fuoco».

Il riferimento agli aiuti dei migranti non è casuale. Perché grazie a loro in questi giorni sono stati rimossi alberi e sporcizia dalle strade e lo stesso avverrà nei prossimi giorni. Un contributo che il sindaco rimarca soprattutto per strigliare chi sui social network ha accusato l’amministrazione di pagare i richiedenti asilo. «A loro va un ringraziamento speciale - spiega Di Maio - si sono volontariamente messi a disposizione. A proposito di questi ragazzi e di alcuni commenti pubblicati sui social network, mi permetto una piccola battuta polemica: spero che tutti coloro che hanno criticato la loro partecipazione, che ricordo assolutamente non retribuita come invece insinuato da qualcuno, siano pronti a mettersi a disposizione della comunità con lo stesso spirito di collaborazione».

Il messaggio a chi lancia accuse è chiaro: stop alle bufale, i leoni da tastiera mostrino il loro coraggio anche sul campo. Del resto San Giuliano e Vecchiano non hanno ancora una stima dei danni, per capirlo servirà una verifica di quelli subiti dai privati. Ma il nubifragio dell’altra notte ha sradicato il tetto della stazione a Ripafratta e alcuni tigli sulla statale che nella caduta hanno danneggiato la linea elettrica e quella telefonica lasciando isolata una palazzina.

«Abbiamo cominciato i lavori per riparare il tetto ma la stazione è tornata a funzionare già da domenica mattina, al più presto sarà ripristinata la copertura», assicurano da Ferrovie. «Già nella notte la Provincia e gli operai di Enel sono intervenuti per la messa in sicurezza della strada. L'intervento proseguirà nei prossimi giorni con il ripristino delle linee, l'abbattimento di alcune piante pericolose e la potatura di circa ottanta alberi», dice Di Maio, che coglie l’occasione per strigliare chi su Facebook si era augurato una tragedia. «Mi spiace che qualcuno abbia voluto commentare questo evento dispiacendosi perché non c'era scappato il morto, con riferimento ai nordafricani segnalati nella zona per lo spaccio di stupefacenti. La legge ci dice che augurare la morte a qualcuno non è reato. Quantomeno però è sintomo di un grosso problema morale».

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