Il Tirreno

Pisa

Immobile nel letto per due anni, torna a sedersi: «Un’operazione lunga e difficile, non siamo in molti a farla»

Michele Lisanti
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Michele Lisanti

Pisa: il chirurgo spiegga nei dettagli l'intervento a cui è stato sottoposto un giovane di 26 anni immobile nel letto dopo un incidente sul lavoro

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PISA. «Alì Sucì è un ragazzo tetraplegico che da due anni ormai viveva in condizione disperate - spiega il dottor Michele Lisanti, direttore della clinica ortopedica dell’ospedale di Cisanello, dov’è stato operato il ragazzo -.Questo perché, come accade spesso a pazienti di questo genere, si formano delle calcificazioni alle anche e diventano come tavole, non potendo più stare seduti su una sedia a rotelle. L’intervento a cui è stato sottoposto Alì e che è durato circa quattro ore, è consistito nello sblocco delle anche per farlo sedere nuovamente. È un intervento pericoloso e non siamo in molti a farlo perché va effettuato sia davanti che dietro su pazienti fragili e per questo possono insorgere sempre delle complicazioni. Alì, come tutti coloro nelle sue condizioni, è sempre depresso, ma la sua fortuna è il padre, che lo segue in tutto e lo cura quasi meglio di un infermiere. È toccante il modo in cui gli sta vicino. Il giorno del compleanno - racconta il dottore - il padre ha voluto fare un piccolo rinfresco con diversi parenti per festeggiare anche la riuscita dell’intervento e pur di avermi alla festa hanno aspettato che uscissi dalla sala operatoria. Al momento, per pazienti come Alì, oltre che riuscire a farli stare seduti in modo da poter utilizzare la sedia a rotelle che permette loro di muoversi, non c’è nient’altro da fare ed è già un gran risultato. Infatti, al parroco dell’ospedale, che è stato il primo a contattarmi per chiedermi cosa si poteva fare per Alì, gli ho detto che l’unica cosa possibile era farlo tornare a stare seduto».

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Alì sogna di lasciare l’ospedale e di andare a vivere in una casa, ma il dottor Lisanti ha precisato che per esaudire il suo desiderio l’abitazione dovrà essere attrezzata in modo adeguato. Dovrà esserci un sollevatore per spostarlo dal letto alla sedia e viceversa, un letto anti-decupito e un’assistenza puntuale per la cura e l’igiene del corpo.

Al momento questo è tutto ciò a cui pazienti come Alì possono aspirare per migliorare la loro qualità della vita.(d.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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