Sicurezza
Da mesi dorme sulla spiaggia di ghiaia
La scelta di una donna straniera che ha perso il lavoro da badante. Le istituzioni non trovano una soluzione
MARINA DI PISA. Dalla strada non è visibile, ma addentrandosi sulla spiaggia di ghiaia all'altezza di piazza Sardegna a Marina di Pisa, a ridosso di uno scoglio, c’è un ombrellone a strisce bianche e blu, con una sedia da regista vicino, una brandina e dei teli di plastica. Vedere quelle cose appare strano in questa stagione, viene naturale pensare che qualcuno le abbia dimenticate lì per qualche motivo e mai si potrebbe immaginare che invece, quell'ombrellone, è il riparo notturno abituale di una persona, una donna, che notte dopo notte in un sacco a pelo, si accoccola su quei sassi per dormire. Non importa quanto faccia freddo o se piove, lei ogni notte è distesa sotto quell'ombrellone. La donna, di nazionalità polacca e tra i cinquanta e i sessant'anni, a Marina è conosciuta perché per parecchio tempo vi ha lavorato come badante conducendo una vita normale. Poi ha perso il lavoro e lentamente è scivolata in questo stato d’indigenza, che, a quanto dicono le persone che ogni tanto ci scambiano qualche parola, le ha causato una situazione di profondo disagio. È difficile parlare, offrirle aiuto, c’hanno provato in diversi senza ottenere niente. L'ombrellone è piantato vicino a quello scoglio dal mese di settembre mentre, nei mesi estivi, era piantato pochi metri più in là sulla spiaggia di rena. «Bisogna restare a guardare e continuare a non fare niente?», si domanda Aldo Cavalli, presidente della Pubblica Assistenza del litorale pisano. «Certo - sottolinea Cavalli - qualcuno potrebbe osservare che ognuno vive come e dove vuole, ma non penso che la questione meriti una risposta così semplificata per non dire cinica. Come Pubblica Assistenza abbiamo cercato più volte di entrare in sintonia con questa persona per capirne i bisogni e per trovare eventualmente una soluzione più consona alla vita di un essere umano. Purtroppo, però, le nostre capacità e le nostre possibilità d’intervento non sono state adeguate ad una situazione così complessa».
Più volte sono intervenuti con lo stesso spirito ed intenzioni sia i vigili urbani del distaccamento del litorale che i carabinieri della stazione di Marina e più di una volta entrambi hanno informato le istituzioni preposte spiegando il fatto e sollecitando un possibile intervento di personale esperto ed adeguatamente preparato ad affrontare situazioni del genere. «Ma per quanto ne so io o almeno la Pubblica Assistenza - precisa il presidente - non è stata data nessuna risposta o informazione in merito».
I servizi sociali sono stati informati di questa situazione che ormai si protrae da mesi, eppure, a quanto pare, fino a oggi non è stato fatto nessun intervento per ricondurre questa donna a una vita normale. «Se ne fossi capace - afferma il presidente della Palp - farei io stesso un tentativo per questo percorso e con me, penso, molte altre persone solidali. Spero che chi è in grado di capire e agire in situazioni come questa si assuma la responsabilità di intervenire».
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