Sicurezza
Paura a Ripafratta Tromba d’aria scoperchia la stazione
L’intera copertura è finita nel piazzale, nessun ferito Decine di interventi per alberi e rami caduti nelle strade
PISA. Tre emergenze in poche ore. La pioggia con un’intensità che ormai sta diventando prassi, il Serchio sempre più minaccioso e gonfio di sinistri presagi e poi la tromba d’aria a dare un colpo di coda a una giornata campale. Si contano danni limitati e imprecazioni dei cittadini, quelle sì. La Protezione civile pisana, però, ha diramato l'allerta per la piena dell’Arno che resterà in vigore per tutta la giornata di oggi.
Tetto scoperchiato. L’effetto più evidente della tempesta che ha toccato la provincia è il tetto saltato alla stazione di Ripafratta. Nella notte la copertura ha ceduto alla versione “cattiva” di Eolo. Una tromba d’aria da oltre 90 km/h ha fatto danni. A San Giuliano solo la stazione ha alzato bandiera bianca. Travi e lamiere sono passati dalla sommità dell’edificio al piazzale accanto ai binari. Passaggio da ko con blackout dell’energia elettrica. Dalle 5 alle 7,30 era in programma la fermata di due treni. Hanno proseguito la corsa saltando Ripafratta. Ferrovie Spa non hanno notizie di lamentele da parte di eventuali passeggeri in transito a quell’ora. I treni successivi hanno rispettato la sosta con disagi ridotti a zero.
Alberi in strada. A Pisa il bollettino è stato tutto sommato accettabile. Sono caduti alcune piante da un proprietà privata in via degli Alberi a Tirrenia, un albero su lungarno Leopardi e diversi rami sul viale D’Annunzio e un albero in via Bramante che ha colpito un'auto in sosta. Nessuna persona coinvolta. I vigili del fuoco, nelle decine di interventi sono stati chiamati anche in via Fratti per la caduta di pezzi di cornicione.
Famiglie rimaste in casa. Il grosso delle apprensioni, con Vecchiano, si è concentrato a San Giuliano Terme che dalle 8 di sabato ha allertato la protezione civile. Il sindaco Sergio Di Maio, con la giunta, per tutta la notte in Comune a seguire le evoluzioni meteo. Occhio puntati sulle stazioni pluviometriche e gli effetti sul Serchio. Il vigilato speciale temuto da tutti, addetti ai lavori e soprattutto residenti nelle golene. «Le 17 famiglie del nostro territorio (18 quelle di Vecchiano, ndr) sono rimaste a casa nonostante l’ordinanza di evacuazione firmata per scrupolo – spiega Di Maio –. Purtroppo tra pioggia, Serchio e trombe d’aria è stato davvero complicato rispondere su tutti i fronti. Spero che i cittadini lo abbiano capito». Strade e campi allagati tra Arena Metato, Colognole, Pappiana, San Martino a Ulmiano, Pontasserchio e Limiti dove in via Cilea il ramo di un albero si è appoggiato al tetto di un garage. La strada dell'Abetone e del Brennero è rimasta chiusa tra l'incrocio con via Fattori e il confine con Lucca. I tecnici dovevano lavorare per ripristinare la linea elettrica e quella telefonica danneggiate dai due alberi caduti nella notte. E lungo la strada sono stati abbattuti tre tigli messi ko dal vento e potate sedici piante. Il sindaco, il giorno dopo la bufera, si rasserena per lo scampato pericolo: «Sono davvero da ringraziare Protezione civile, Geste, Pubblica Assistenza, Croce Rossa Italiana, i richiedenti asilo, la Sava di San Giuliano Terme, polizia municipale e carabinieri, oltre a tutte le associazioni venute in aiuto da Cascina e Calci».
Profughi in strada. Un contributo a sistemare quello che acqua e vento avevano smosso è arrivato anche dai richiedenti asilo ospiti del centro di via San Jacopo ad Arena Metato gestito dalla Croce Rossa. Due squadre di 8 immigrati, muniti di ramazza e bidoni, hanno pulito tombini e strade tra Ripafratta, Molina di Quosa e Arena Metato.
La mappa del rischio. «Sappiamo quali sono i punti critici, come ad esempio campi più alti delle strade, e con il consorzio del Basso Valdarno stiamo lavorando a una mappatura del rischio – conclude Di Maio –. Certo che tanta acqua caduta in tempi così ristretti è difficile da gestire».
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