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Strade e case allagate «Ma è un diluvio record»

Strade e case allagate «Ma è un diluvio record»

Moltissime frazioni colpite, sui social la rivolta dei cittadini: «Nessuno pulisce i fossi» Di Maio: «In ginocchio». Angori: «Secondo i rilevatori non pioveva così da 100 anni»

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SAN GIULIANO TERME. Strade allagate a Metato e in moltissime frazioni di San Giuliano Terme e Vecchiano, alberi caduti nei giardini di alcune case a Pontasserchio, qualche tegola volata via da un tetto a Pappiana, in via Lenin, l’acqua arrivata fin dentro le case e i bar a Sant’Andrea in Pescaiola, in via Buozzi, e al teatro Rossini. Via della Bozza a Nodica chiusa e moltissime vie rimaste inagibili fino al primo pomeriggio a causa dell’acqua uscita dalla ragnatela di fossi che circondano i campi della zona. «Un’ora, è bastata un’ora di pioggia per metterci in ginocchio», dice Sergio Di Maio alle cinque del pomeriggio. «Negli ultimi cento anni non è mai piovuto così tanto in poco tempo», lo segue a ruota Massimiliano Angori indicando i grafici dell’Autorità di bacino del Serchio e quelli del centro funzionale della Protezione civile della Regione. A Vecchiano, dalle 12.45 alle 13.45, sono caduti oltre 74 millimetri di pioggia, quasi 60 nello stesso lasso di tempo a San Giuliano. In serata, alle 19.30, i pluviometri toccheranno quota 82 millimetri. Ma è quello che scarica il cielo all’ora di pranzo a far infuriare molti cittadini. «È possibile che quando piove deve entrare l'acqua in casa? È inutile mandare i messaggi di allerta meteo se poi non vengono puliti i fossi», scrive Pasquale Melidoro sul gruppo Facebook “San Giuliano Terme e i suoi problemi” allegando foto di Colognole allagata. Dieci, quindici centimetri, quanto bastano però a creare molti disagi ai paesini vicini al fiume. «San Martino a Ulmiano è uguale, un lago», aggiunge Anna. «Bravi, rivotateli», scrive qualcuno. Sono molte le lamentele. Ma c’è anche chi non si abbandona all’indignazione. «Scusate ma certi discorsi fanno un po’ ridere, con 60 millimetri di pioggia in un'ora potete votare chi vi pare, forse il paese non si allaga se a governare c'è il Padre Eterno, Allah, Buddah o chi preferite», ironizza Leonardo Ulivieri postando i grafici dell’Autorità di bacino. Escono tecnici, operai a svuotare le caditoie, anche i migranti lavorano per liberare le strade. Per i sindaci è appena passata un’emergenza e ne sta per cominciare un’altra. L’attesa di una piena del Serchio di cui fino a tarda sera non si saprà quasi nulla di preciso costringe le amministrazioni ad aprire le centrali operative nelle sedi dei Comuni e ad alzare al massimo i livelli di allerta. Molti temono possa ripetersi l’alluvione del Natale 2009, che una delle sponde del fiume ceda e il fiume inondi una delle frazione affacciate su quello che qui tutti chiamano il “Fiumaccio”. Per questo alle 18 entrambi i primi cittadini danno ordine ai tecnici comunali e agli uomini della Protezione civile di avvisare tutte le famiglie che abitano nelle golene. Per loro alla fine partirà anche l’ordine di evacuazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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