Il Tirreno

Pisa

Fantasia e tante ore di lavoro intorno ai Lego

di Valentina Villa
Fantasia e tante ore di lavoro intorno ai Lego

Oggi ultima giornata del “Pisa Brick Art” c’è anche una Torre fatta di 30mila mattoncini

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PISA. Una Torre di Pisa fatta con 30mila mattoncini Lego è la star del “Pisa BrickArt Revolution”, l'esposizione, al Palazzo dei Congressi oggi fino alle 19, di opere realizzate con i famosi rettangoli danesi, organizzata dall'Orange Team Lug con il patrocinio del Comune di Pisa. La Torre di Pisa è stata progettata da Luca Petraglia e realizzata con Luigi Bondi, Riccardo Di Nasso e Fabio Filippi. L'ingegner Antonio Mugnani si è occupato dell'illuminazione con 720 piccoli led. «Perché anche la Torre in Lego deve essere in grado di illuminarsi con luci di vari colori, come fa l'originale», ha detto Mugnani. I costruttori hanno lavorato per un anno alla realizzazione della Torre, che pesa 70 chili per 175 centimetri di altezza. I mattoncini utilizzati sono stati di 280 tipi diversi, «la parte più difficile da progettare - ha detto Luca Petraglia - sono stati forse i rombi che decorano il piano più basso della Torre. Ci sono voluti oltre 100 pezzi di Lego per realizzarli. Ho trascorso 35 ore al computer per la progettazione - ha detto ancora Petraglia - e scritto migliaia di pagine di istruzioni».

Riccardo Di Nasso ha assicurato che la Torre pende di 4 gradi «proprio come l'originale». I mattoncini che la compongono non sono incollati e al suo interno c'è uno scheletro a forma di H. «Abbiamo lavorato alla Torre per 300 ore e ci sono stati momenti di crisi, liti e crolli», ha rivelato Di Nasso. Tra gli appassionati di Lego c'è anche l'assessore alla cultura Andrea Ferrante che si è impegnato a cercare occasioni e spazi per esporre al pubblico la Torre di Lego «magari anche al Calambrone in estate - ha detto Ferrante - e mi piacerebbe creare a Pisa un evento come il Lucca Comics and Games ma con i Lego protagonisti».

I Lego Users, i costruttori con i mattoncini, hanno esposto opere di diverse grandezze e soggetti. L'astronave Harrower della saga di Star Wars è frutto di un anno di lavoro di una famiglia di Trento. L'impiegata amministrativa Margherita Cavalleri ha contagiato il marito, progettista, Maurilio Gnutti e il figlio, studente universitario, Alessandro nella realizzazione dell'astronave di 4200 pezzi. «Abbiamo acquistato i mattoncini “Ali” in un negozio degli Usa grazie a internet», ha detto Alessandro. Perché Lego è anche ricerca di pezzi speciali, anche costosi, come quelli a forma di fiore usati dall'avvocato Giulio Petri per il suo Giardino Giapponese di 15mila pezzi. «C'è stato un periodo in cui mi sentivo troppo grande per i mattoncini - ha confessato l'avvocato - poi la mia ragazza mi ha regalato una scatola di Lego e ho ricominciato». Un po' come è successo a Davide “Micio” De Minicis che ha abbandonato per una ventina d'anni i Lego prima di tornare a costruire, intorno ai 35 anni. Anche Alessandro Zamprogna, 31enne tecnico di canne fumarie, ha realizzato una nave spaziale di Star Wars assemblando 5.554 pezzi. Belli anche i quadri di Benedetta Risso con gli omini Lego che impersonano opere d'arte famose.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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