Sicurezza
Quando il privato conviene
A confronto i costi degli esami del sangue nei laboratori e nei distretti Asl
PISA. Tra le analisi più frequenti, sia per effettuare un semplice controllo dello stato di salute, sia per indagare su quali possono essere le cause che determinano un disagio o un malore, troviamo quelle dei valori del sangue.
Una volta in mano le ricette con gli esami prescritti dal medico, la maggior parte delle persone si rivolge al Servizio sanitario nazionale per eseguire il prelievo sanguigno.
Tutti sanno che per gli esami deve essere pagato un ticket, ma non tutti sono a conoscenza del fatto che, oltre al ticket per gli esami, se ne aggiunge uno progressivo per reddito: il cosiddetto superticket, che è la quota ricetta. Ma quello che la maggior parte delle persone ignora è che la quota ricetta non viene richiesta e non viene pagata nei laboratori di analisi privati.
Nel 2011 è stato reintrodotto il superticket e la normativa nazionale prevede un ticket massimo sulle prestazioni pari a 36,15 euro e una quota fissa di 10 euro su cui le Regioni hanno un ampio margine di scelta. La Regione Toscana, con delibera n. 753 del 10 agosto del 2012, entrata in vigore il 3 settembre sempre del 2012, in materia di compartecipazione da parte dei cittadini alla spesa sanitaria, specifica il ticket aggiuntivo per ricetta, differenziato per fasce di reddito (escluse le categorie esenti), che sono: fino a 36.151,98 euro di reddito non si paga la quota ricetta; da 36.151,98 a 70.000 euro si pagano 10 euro a ricetta; da 70.001 a 100.000 euro si pagano 20 euro a ricetta e da 100.000 euro in poi se ne pagano 30 a ricetta. In quest’ultimo caso, il costo della quota ricetta può superare anche di molto il costo delle analisi stesse.
Con tre ricette intestate ad una persona sotto i 36mila euro di reddito, a cui vengono richiesti degli esami di routine, ci siamo recati al distretto socio-sanitario ed il preventivo è stato di 58 euro, mentre questo varia negli ambulatori privati pisani: in uno è risultato di 63 euro, in un altro di 68 euro e in un altro ancora di 71 euro.
Fin qui appare evidente che il Servizio sanitario nazionale è più conveniente, ma vediamo cosa succede non appena si oltrepassa la prima fascia di reddito degli esenti. Immediatamente i costi lievitano di 30 euro se si rientra nella seconda fascia, così dai 58 euro iniziali per effetto dei 10 euro di quota ricetta, che nel nostro caso sono tre, passiamo subito a 88 euro. Nella terza fascia di reddito, invece, dove si pagano 20 euro a ricetta, ai 58 euro di ticket ne vanno sommati altri 60, per un totale di 118 euro. Nell’ultima fascia di reddito, invece, al ticket di 58 euro occorre sommare altri 90 euro per la quota ricetta, dal momento che si paga 30 euro a ricetta, per un totale di 148 euro.
Nei laboratori privati a cui ci siamo rivolti per avere il preventivo di spesa, i costi, al contrario, rimangono gli stessi (63, 68 e 71 euro) indipendentemente dalla fascia di reddito, con un evidente e rilevante risparmio, in quanto la quota ricetta non si paga in nessun caso.
Un altro aspetto da evidenziare, su cui le Aziende sanitarie dovrebbero concentrarsi. In nessun distretto socio-sanitario che fa capo al Servizio sanitario nazionale in cui ci siamo recati nella provincia di Pisa, è appeso e ben visibile un cartello dove viene sottolineata l’incidenza della quota ricetta per fascia di reddito sulla spesa complessiva delle analisi. Nel merito, infatti, tra la popolazione c'è molta disinformazione. Sono in parecchi a non sapere che in altre strutture la quota ricetta non viene applicata e che quindi è possibile risparmiare. Almeno in certi casi.
Inoltre, non c’è uniformità sul territorio nazionale in merito al pagamento della quota ricetta. A Bolzano e in Basilicata, ad esempio, il superticket non è stato introdotto, mentre il Piemonte e la Lombardia hanno scelto una modulazione sulla base del costo della prestazione.
Ad aver scelto il pagamento della quota ricetta in base alla fascia di reddito, oltre alla Toscana, troviamo la regione Campania, l'Abruzzo, l'Umbria e l'Emilia Romagna.
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