La manifestazione
Il dibattito arriva anche in consiglio
Ricci (Ucic-Prc): sosteniamo l’idea di Legambiente affronteremo il tema nella commissione
PISA. Favorevoli o contrari alla chiusura del Ponte di Mezzo al traffico privato, privilegiando bici, pedoni e mezzi pubblici? Il dibattito sulla proposta lanciata da Legambiente Pisa e Fiab (Federazione amici della bicicletta) prosegue. Tanto da approdare in prima commissione consiliare (ambiente e urbanistica). Il gruppo Una città in comune-Prc ha presentato un argomento di discussione «per cercare di dare un indirizzo» ad un eventuale dibattito in consiglio comunale. «Come lista - sottolinea Marco Ricci, consigliere comunale di Una città in comune-Prc - sosteniamo la proposta di chiudere Ponte di Mezzo al traffico veicolare per completare l’asse pedonale. L’eventuale chiusura non avrebbe ripercussioni sull’accessibilità al centro e al commercio e ne beneficerebbe anche il traffico dei lungarni: con l’installazione di due semafori ciclo-pedonali (uno all’altezza di piazza XX Settembre, l’altro vicino piazza Garibaldi) si eliminerebbero gli altri semafori e gli attraversamenti in corrispondenza del ponte che spesso bloccano ed intasano il traffico».
Gran fermento sui social, comprese le partecipazioni al nostro sondaggio sul sito internet www.iltirreno.it.
Andrea Maggini, che è anche uno dei fondatori del gruppo Io sto con Ringhio Gattuso, su Facebook ha scritto: «Ponte di Mezzo: sulla chiusura ai mezzi a motore, totalmente favorevole. Per una città finalmente moderna, per cittadini ed ospiti e più a portata d’uomo. Per una mobilità lenta ed attenta alle esigenze di una popolazione sempre più anziana, per i diversamente abili, per mamme con le carrozzine e finalmente in ottica ciclabile (dal 2012 si vendono più bici che auto in Italia). Del resto, dalla stazione a Bagni di Nerone sono 2 km, in pratica 20 minuti di camminata. Avanti così». Aggiunge: «Sono 15 anni che cerco di far capire, in primis ai commercianti, che gli acquisti non vengono fatti da chi sta dentro un’auto, ma da persone che circolano a piedi. E ne avete l’esempio proprio in via Santa Maria, stupendamente lastricata e chiusa al traffico. Raccontatemi quanti locali, ristoranti (ed abusivi, ahimè) prosperano ora che non passa più una vettura da un paio di anni. Lo hanno appena scoperto anche a Milano. Ogni domenica ecologica porta un aumento degli incassi».
Mariano Tramontana, ex consigliere comunale, è invece di parere opposto: «Chiudere il Ponte di Mezzo significa aggravare i lungarni in termini di inquinamento atmosferico ed acustico (e meno male che la proposta proviene anche da Legambiente). Risulta evidente che si costringe i veicoli ad allungare il percorso creando intasamenti tra chi si deve recare presso gli uffici pubblici del centro e chi attraversa la città, essendo attualmente i lungarni una via importante di comunicazione tra Pisa est e Pisa ovest, e non solo. Il commercio del centro storico, o salotto buono che dir si voglia, nei periodi di chiusura del Ponte di Mezzo soffre; occorre ricordare a qualcuno che un ponte è una struttura utilizzata per superare un ostacolo, naturale o artificiale, che si antepone alla continuità di una via di comunicazione. Sarebbe invece interessante rivedere i percorsi degli autobus, magari usando le navette che certamente non causerebbero i danni al manto stradale che quelli con maggiore stazza causano. Quindi il mio parere ed il parere di molte persone con le quali abbiamo affrontato questo argomento risulta chiaramente negativo alla chiusura». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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