Sicurezza
Caso Ragusa, il legale: «Antonio e Sara una coppia solida»
L’avvocato Cavani smentisce le voci su una crisi tra i due «Pronti a querelare chi dice, scrive o diffonde il contrario»
PISA. La coppia non “scoppia”. Dicono di non vederla da giorni a casa di Antonio e la vox populi, stavolta, non diventa vox Dei. Si ferma al livello di pettegolezzo. Che ieri è stato smentito dall’avvocato Roberto Cavani, di solito misurato nel ribattere alle voci più disparate che da quasi quattro anni riguardano, a volte a sproposito, il caso Ragusa.
«Antonio Logli e Sara Calzolaio non sono affatto in crisi. La coppia è unita. Chi afferma, scrive o divulga il contrario verrà querelato» fa sapere il legale che stoppa sul nascere la fondatezza di una notizia che trova spazio su settimanali, siti e programmi tv che, in vista dell’udienza preliminare del 18 novembre, tornano a occuparsi di un caso mediaticamente succulento. E lo fanno con scampoli di chiacchericcio di paese e rimasticature di atti giudiziari per tenere acceso il faro dell’opinione pubblica su una vicenda che ha alzato tirature e indici di ascolto. Confidano nella trama intricata di una storia a cui mancano molti tasselli e che nella fragilità di uno sviluppo si espone alle incursioni di chi, usando il condizionale, si avventura in tesi e conclusioni se non strampalate di sicuro superate dalle indagini dei carabinieri.
Atti segreti non ce ne sono. Quello che poteva essere reso pubblico alle parti è già stato oggetto di un confronto nel marzo 2015 con la prima udienza preliminare conclusa con il proscioglimento di Antonio Logli. La Cassazione ha bocciato la sentenza. E ora si torna davanti a un altro giudice, la dottoressa Elsa Iadaresta, che il 18 novembre ascolterà Procura (procuratore capo Crini e il sostituto Mantovani), la difesa, Roberto Cavani e le parti civili, dall’associazione Penelope ai parenti di Roberta. La voce della fine della storia tra Sara e Antonio viene smentita dall’avvocato Cavani. È una diceria figlia delle maldicenze paesane verso una coppia che non ha mai goduto delle simpatie del prossimo. Per quello che c’è stato quando Roberta era in vita e per la velocità con cui si sono “accasati” quando è sparita. Logli comparirà di fronte a un giudice che dovrà valutare se ci sono elementi non di colpevolezza, ma di ragionevole necessità di chiarimento riguardo alle accuse contestate alle quali solo un processo potrebbe essere in grado di dare una risposta. Secondo la Cassazione il proscioglimento del marzo 2015 non stava in piedi perché dagli atti dell'indagine non «emerge in modo evidente l'innocenza dell'imputato Logli». L'inchiesta sulla sparizione di Roberta Ragusa colleziona l'ennesima data, quella del 18 novembre, nel suo percorso verso una verità giudiziaria che non potrà avere sfumature. Per l'accusa è stato il marito a uccidere e poi far sparire il corpo della donna nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012. Allontanamento volontario per la difesa di Logli che, poco dopo la scomparsa della moglie, ha stabilizzato con tanto di convivenza la sua relazione con l'ex baby sitter e segretaria dell'Autoscuola Futura, Sara Calzolaio. Un gesto che la Procura ha sempre letto come la convinzione dell'uomo del mancato ritorno di Roberta. Una sicurezza che per l'accusa deriva dall'essere l'artefice di quella sparizione.
Pietro Barghigiani
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