Il dolore
«Altro che chiusura ma sui lungarni c’è troppo traffico»
Commercianti e titolari di locali sull’asse centrale chiedono meno Ztl. Qualcuno però non dice no
PISA. «Chiudere Ponte di Mezzo? Un danno». Anzi, peggio. «Una follia». Ma non solo. «Dal punto di vista politico, la proposta è insensata. Sotto il profilo commerciale è invece catastrofica». A Pisa nasce il fronte del no. Compatto, forte e determinato. È quello dei commercianti dell’asse Corso Italia-Borgo Stretto che si dicono «assolutamente contrari» all’eventuale chiusura di Ponte di Mezzo alle auto private per creare un percorso ciclopedonale dalla stazione centrale a Borgo Stretto e da lì a Piazza dei Miracoli.
«L’eventuale chiusura servirebbe solo ad appesantire il già caotico traffico dei lungarni - sottolinea Francesco Mezzolla del negozio di abbigliamento Eredi Vincenti di Corso Italia -. Invece che avanzare queste proposte, perché non completano il piano del commercio?». «L’eventuale chiusura al traffico del ponte non aumenterà il passaggio dei pedoni, ma al contrario creerà solo ulteriori ingorghi e problemi alla circolazione delle auto», aggiunge Sandro Galletti del bar Centro storico di Corso Italia. «No alla chiusura del ponte», commentano lapidari Rita Sannino e Francesco Caluri del bar Nair di lungarno Mediceo.
Agli esercenti del centro storico non piace la proposta lanciata da Legambiente Pisa e dalla Federazione amici della bicicletta (Fiab) attraverso una lettera aperta indirizzata al sindaco Marco Filippeschi e all’assessore alla mobilità Giuseppe Forte. Anzi. La loro è una proposta che va esattamente nella direzione opposta. «Da anni lottiamo per cercare di ottenere l’apertura in alcune fasce orarie di zone del centro attualmente chiuse per cercare di aiutare il commercio ed i commercianti - sottolinea Alessandro Trolese, titolare del bar Kinzica di piazza Vittorio Emanuele -. È assurdo solo pensare ad un’eventuale chiusura di Ponte di Mezzo, non solo perché è uno snodo fondamentale per la città, ma perché abbiamo registrato danni enormi ai fatturati dei negozi del centro storico quando sul ponte viene impedito il passaggio delle auto. Abbiamo esempi di città come Roma - prosegue Trolese - che aprono le zone a traffico limitato per alcune ore per favorire il commercio: perché a Pisa, una delle poche città con Ztl attive 24 ore su 24, non è possibile farlo?». Non solo Ztl più “elastiche”. I commercianti propongono anche di eliminare le restrizioni estive per il traffico sui lungarni. «Non si tiene mai conto delle esigenze dei commercianti del centro storico, sempre più bistrattato e con chiusure ormai quotidiane - contesta Mario Bardelli dell’omonima gioielleria di Borgo Stretto -. Non solo Ponte di Mezzo deve restare aperto, ma occorrerebbe togliere la Ztl estiva sui lungarni e rendere meno restrittive le altre zone a traffico limitato».
«Un’idea più che negativa - aggiunge Alessandro Siena del Caffè Siena di Corso Italia -. Limitare ancora di più il passaggio di auto sui lungarni significa acuire il problema del traffico nelle zone circostanti». Insomma: troppi aspetti negativi e pochi benefici. «Chiudere il ponte significherebbe eliminare un passaggio fondamentale - aggiunge Daisy Bernini, titolare del bar Little Star di Corso Italia - con l’unico, negativo risultato di allungare enormemente i tempi di marcia delle auto». Una proposta, quella avanzata da Legambiente e dalla Fiab e, per il momento non rifiutata dal Comune, bollata come un «fuoco di paglia».
«Anche se sono contrario, dal punto di vista politico una proposta seria potrebbe essere la totale chiusura dei lungarni - sottolinea Luca Pisani de “La locanda dei pisani doc” - ma la chiusura al traffico del solo tratto di Ponte di Mezzo non ha senso: non risolverebbe i problemi del centro storico, anzi causerebbe ulteriori rallentamenti al traffico con ricadute negative sul commercio». Nel coro di no, spiccano alcune voci che vanno nella direzione opposta o, comunque, non di totale chiusura alla proposta avanzata dalle associazioni ambientaliste. «Per il commercio non dovrebbe cambiare molto - sottolinea Monica Bellomini della libreria “Fogola” di Corso Italia -: alla fine i clienti si abituano a tutto. Ricordo quando Corso Italia era aperto al traffico, con addirittura il passaggio e le fermate degli autobus: quando decisero di pedonalizzarlo la gente ed i commercianti erano disperati, ma poi tutti si sono abituati ai cambiamenti. Probabilmente - conclude la libraia - non ha senso chiudere al passaggio delle auto il ponte e lasciare aperti i lungarni».
«Sono favorevole all’eventuale chiusura di Ponte di Mezzo - esclama Leonardo Palla, titolare dell’edicola di piazza Garibaldi - per una questione ambientale, ma anche perché unirebbe l’asse pedonale Corso-Borgo. Senza interventi sulla viabilità dei lungarni non avrebbe però senso». Chiusura del ponte sì, ma accompagnata da provvedimenti per velocizzare e snellire il traffico sui lungarni ed affiancata da interventi di riqualificazione del centro cittadino. «Sono favorevole alla chiusura di Ponte di Mezzo - aggiunge Dario De Nigris, titolare del Bazeel -, ma solo se abbinata ad un progetto di riqualificazione dell’intero asse commerciale del centro cittadino. Non avrebbe invece senso chiudere il ponte e non intervenire sulle altre criticità». A predominare sono però i pareri contrari. «Una proposta priva di qualsiasi significato - commenta Rossano Burchielli della vineria “Gli sfusi di Pisa” -. Chiudere il Ponte non cambierebbe nulla, se non ingolfare ulteriormente la circolazione sui lungarni. È praticamente una follia: i lavori in corso da qualche settimana hanno provocato un caos tremendo, figuriamoci cosa potrebbe accadere con la totale chiusura. Ponte di Mezzo è fondamentale per la circolazione e per continuare a tenere unita la città». Divisa dall’Arno e, da qualche giorno, anche dall’ipotesi di chiusura del principale ponte.
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