Sicurezza
Personale sempre più scarso
PISA. Braccia incrociate e consegna della posta a rischio. Nella giornata di domani i postini e i dipendenti di Poste Italiane sciopereranno per contestare «un disagio quotidiano a cui l'azienda non...
PISA. Braccia incrociate e consegna della posta a rischio.
Nella giornata di domani i postini e i dipendenti di Poste Italiane sciopereranno per contestare «un disagio quotidiano a cui l'azienda non riesce a trovare soluzione e che impedisce di offrire qualità e buoni servizi ai cittadini».
L'astensione dal lavoro, proclamata da Slc-Cgil, Slp-Cisl, Failp-Cisal, Confsal e Ugl-Com, sarà affiancata da cortei regionali che vedranno i lavoratori pisani raggiungere la città di Firenze per manifestare al fianco dei loro colleghi provenienti da tutta la Toscana.
«Il ritardo nella sostituzione dei mezzi mette a repentaglio la sicurezza dei portalettere ogni giorno - sottolineano i sindacati spiegando le ragioni della mobilitazione -; gli strumenti di lavoro (i palmari) sono obsoleti e per le sostituzioni delle assenze l'azienda si avvale solo di personale flessibile: solo in provincia di Pisa sono oltre 37 i lavoratori temporanei. Negli uffici postali - proseguono i sindacati - il personale è sempre più scarso: i lavoratori sono costretti a continue trasferte per assicurare le aperture degli sportelli. Gli uffici di Pisa con turno antimeridiano sono lasciati in grave carenza di sportellisti, causa di lunghissime file ed attese infinite da parte degli utenti».
Pisa, secondo le organizzazioni dei lavoratori, è la provincia della Regione Toscana con i maggiori problemi.
«Nonostante gli utili che il colosso Poste Italiane spa produce non ci sono politiche di sviluppo o progetti di rilancio. Al contrario si pensa a privatizzare ulteriormente e a tagliare i posti di lavoro», accusano Slc-Cgil, Slp-Cisl, Failp-Cisal, Confsal e Ugl-Com, che domani si ritroveranno in piazza per rivendicare maggiore attenzione per i lavoratori di Poste Italiane e per l'utenza, «la più colpita dai tagli e dai disagi provocati dalla politiche aziendali».
(d.r.)
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