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Addio a Vaselli il pompiere eroe del fango

Addio a Vaselli il pompiere eroe del fango

Franco, 72 anni, è morto a pochi giorni dalle celebrazioni: fu uno dei soccorritori

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SAN GIULIANO TERME. C’era ancora la notte, e cielo e fango dello stesso colore. Nel corpo c’era entrato pochi mesi prima, da idraulico. «A quel tempo ci si arruolava pompiere con un mestiere in mano». Per arrivare lì, la strada di tutti: l’addestramento a Caselle, nel Lazio, la sfida al vuoto dalla torre delle esercitazioni, le corse con gli stivaloni neri, gli allenamenti per gli incendi con le pompe, le scale, le perlustrazioni in mare. Ma ora le simulazioni erano finite, e negli occhi di Franco Vaselli si stava infilando il buio dell’alluvione, i campi e le case allagate di Santa Maria a Monte.

L’Arno era già diventato un fiume totale, l’acqua l’avevano sbrigliata per lasciarla galoppare fuori dal letto. L’argine tagliato a San Donato, avevano sommerso la campagna perché non si inabissasse la città. Così ora lui e gli altri dovevano salvare chi era stato travolto dall’ondata. Del 4 novembre ’66, Franco Vaselli non ha mai raccontato molto. Nemmeno in famiglia. Eppure fino a martedì è stato uno dei reduci di una generazione che su quella tragedia ha scritto una delle pagine più luminose della storia d’Italia, una storia di soccorritori coraggiosi, solidali, pronti a rischiare la propria vita per salvare quella degli altri. Nato il 4 aprile del ’44, aveva 22 anni quando la forza dell’Arno sconvolse l’esistenza di migliaia di toscani. Da quel momento non si era più tirato indietro: il terremoto in Friuli, quello in Irpinia nell’80, l’alluvione di Biella, la Moby Prince.

L’altra notte, invece no, Franco ha mollato la presa, a 50 anni da quella prima vera tosta esperienza sul campo. Se n’è andato alla vigilia delle celebrazioni, all’età di 72 anni, dopo una malattia con cui combatteva da un anno. È morto in ospedale, anche se la maggior parte della vita l’aveva passata a Campo, dove lui, originario dei Passi, si era trasferito con Tamara Viegi, la moglie. Lascia lei, quell’amore incontrato in gioventù, le figlie Simona e Francesca, il genero Edoardo e il nipotino di 11 anni, Andrea. «Io ricordo soprattutto del terremoto del Friuli, ero piccola e terrorizzata che non tornasse più», dice Simona. Ma forse a lui sì, ad Andrea raccontava delle sue avventure, quando lo prendeva in braccio nei giorni di festa e gli parlava dei mitici pompieri di Pisa, delle imprese della squadra, le stesse ancora impresse nella memoria dei colleghi che oggi lo piangono. Come Franco Taglioni, 71enne, uno dei pompieri bandiera del comando. «Certo, Pisa era sott’acqua, ma la vera emergenza fu a Santa Maria a Monte - ricorda Taglioni - A me toccò un’imbarcazione privata, c’era talmente tanta da gente da portare in salvo che recuperammo mezzi ovunque; i parà avevano i gommoni, ma lui lo mandarono con il Gmg, il mezzo anfibio che gli americani avevano donato all’Italia dopo la fine della guerra. L’acqua era alta tre metri, portammo via decine e decine di persone ma quello del Vaselli fu uno dei salvataggi storici, più belli e forse divertenti. Il parroco di Santa Maria a Monte era intrappolato in canonica, forse in un bagno o in uno sgabuzzino, ci fece segno e urlò da una finestrina. Era massiccio, in condizioni normali non ci sarebbe mai passato. Franco ci volle provare, lo fece con tutte le sue forze. Alla fine tirò così forte che fece un volo all’indietro sul cassone del Gmg con addosso il prete panciuto. Sembrerà banale, ma ci diede coraggio, ci mise di buon umore», ricorda ancora Taglioni. Il funerale verrà celebrato stamani alle 10 nella chiesa di Campo. I reduci ci saranno tutti, con la divisa sociale e il labaro del corpo dei vigili del fuoco. Francesca e Simona saranno lì a guardare la foto a colori del babbo.

Alle spalle una nuvola di fuoco, lui in primo pieno con il casco e la tuta rossa, il volto teso, lo sguardo rivolto all’indietro, in cerca di aiuto, di una risposta, di qualcuno che gli dica che sì, c’è ancora speranza, e qualcuno da salvare.

Mario Neri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione Pisa