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«Trentamila euro? Sono un’elemosina»

«Trentamila euro? Sono un’elemosina»

Così De Michelis rifiutò la proposta dei vertici di Pisamover per “ammorbidire” i controlli nel cantiere

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PISA. «Un’elemosina». Così Giampiero De Michelis, l’ex direttore dei lavori del People Mover, bolla la proposta di una commessa da 30mila euro fatte da Pisamover (società che l’ingegnere avrebbe dovuto controllare nel cantiere).

E dopo quella risposta i manager della società appaltante temono le ritorsioni del professionista.

«Appare quindi evidente come il De Michelis, non essendo rimasto soddisfatto della proposta avanzata dalla dirigenza di Pisamover, stesse in quel momento tentando, in attuazione di una strategia sperimentata in altre occasioni, di mettere in difficoltà il contraente dell'opera al fine di ottenere un contratto più remunerativo di quello proposto e in un primo momento accettato» si legge nell’ordine di arresto del gip del Tribunale di Roma nell’inchiesta “Amalgama”.

Il 10 dicembre 2015Michele Firpo, direttore del cantier,e parlando del sms inviato il sabato precedente dal De michelis prima all'Aprea (presidente Pisamover) che «è stata dichiarata elemosina» e poi aggiunge «cioè non … non bastano».

Secondo l’accusa «dopo aver accettato la promessa delle commesse, il De Michelis ha ritenuto le stesse insoddisfacenti ed ha iniziato una serie di attività finalizzate a indurre i referenti delle compagini che gestiscono i lavori di Pisa ad affidargli forniture più sostanziose».

Altri importanti riscontri «attestano in maniera incontrovertibile come il corrispettivo dell'assegnazione, da parte della dirigenza di Pisamover Spa, di commesse a società riconducibili a De Michelis sia costituito dall'atteggiamento compiacente che il De Michelis ha adottato nei confronti delle esigenze del Concessionario Pisamover, di cui gli stessi Firpo, Aprea e Belli si sono fatti portavoce. In taluni casi tale atteggiamento compiacente si è tradotto nella disponibilità del direttore dei lavori ad adottare importanti provvedimenti che andavano incontro alle necessità del citato concessionario». Alti e bassi tra il direttore dei lavori e il “controllato” fino a quando De Michelis non viene estromesso. «Abbiamo creato un mostro» commentano i manager poi arrestati. E nel gennaio scorso il professionista arriva a scrivere la lettera al sindaco e ai capigruppo in cui denuncia di essere stato fatto fuori perché non voleva avallare certe irregolarità. Un esposto-estorsivo diventano un boomerang per De Michelis.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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