Il Tirreno

Pisa

Quelle tombe tra cedimenti degrado e scippi

di Donatella Lascar
Quelle tombe tra cedimenti degrado e scippi

Il nostro viaggio tra le strutture del suburbano e quelle dei cimiteri delle sei frazioni cittadine

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PISA. I cimiteri in questi giorni sono più affollati del solito per la ricorrenza del giorno dedicato al culto dei defunti, ma restano, comunque, al di là di questa particolare ricorrenza, luoghi frequentati dalle famiglie pisane.

Infatti, andare a trovare al cimitero i proprio cari, continuare ad averne rispetto anche dopo la morte prendendosi cura delle loro tombe, sono elementi fondanti della cultura cattolica. Ecco perché scatta l’indignazione quando i luoghi in cui riposano amici e congiunti non sono tenuti in modo adeguato.

A Pisa, oltre al cimitero suburbano di via Pietrasantina, ci sono altri sei cimiteri parrocchiali distribuiti in diverse frazioni della città: San Piero, Sant’Ermete, Putignano, Riglione, Oratoio e San Michele, e tutti sono gestiti dalla cooperativa Manutencoop.

La frase ricorrente fra le persone che si recano al cimitero è: «I custodi che ci sono fanno quello che possono, ma uno solo non è sufficiente a tenere tutto pulito e contemporaneamente pensare alle sepolture e a sistemare le tombe provvisorie, e poi ruotano e anche tra loro c’è quello più disponibile e quello che invece aspetta solo l’ora di chiudere i cancelli».

Il custode del cimitero di Sant’Ermete cura anche quello di Putignano e le carenze sono inevitabili. «In questo cimitero (Sant’Ermete, ndr) sono sepolti i miei nonni e di recente mio zio - racconta Silvia Sudero - e devo dire che le cose vengono fatte a rilento. Poco tempo dopo aver sepolto mio zio gli addetti hanno tolto la croce e smosso tutta la terra per effettuare un’altra sepoltura vicino e prima che rimettessero tutto a posto sono passati giorni. Invece, per far mettere la cornice di legno intorno alla tomba (perché per fare quella definitiva bisogna aspettare almeno un anno in modo che la terra si rassodi), abbiamo dovuto chiamare il cimitero suburbano dove si trova il responsabile della cooperativa, perché erano trascorsi già due mesi dalla sepoltura e non era ancora stata installata».

In alcuni quadranti di questo cimitero le tombe sono sprofondate, i bagni sono inagibili e la porta è serrata con dei mattoni.

Al cimitero di Putignano invece c’è un problema particolarmente sentito da chi ha i propri cari sepolti in terra in una zona nuova dove, dopo una riesumazione, è stato scoperto che le bare sepolte si sono riempite d’acqua. Da poco sono cominciati i lavori per sistemare la zona interessata.

«In quel quadrante è sepolto anche mio marito - dice Firmetta Pesciatini - e trovo che quanto è accaduto sia grave sotto il profilo morale. Ora che sono iniziati i lavori, mi auguro che questa volta vegano fatti con coscienza».

Un signore che invece ha il padre sepolto in un colombario ha raccontato che quando piove salta il quadro elettrico per la luce perpetua perché l’impianto è vecchio. E quando qualcuno chiama gli uffici cimiteriali del Comune gli impiegati sono molto gentili ma rispondono sempre che non ci sono i soldi per fare un nuovo impianto, così tutti si limitano ad andare a rialzare la leva.

Anche per i cimitero di Riglione e di Oratoio c’è un unico custode, considerato da tutti come volenteroso ma costretto ad arrangiarsi perché non ha sempre l’attrezzatura disponibile. Infatti, l’erba è stata tagliata solo nei vialetti principali, dal momento che in questi giorni non aveva a disposizione il decespugliatore per tagliare anche quella tra le tombe. In realtà, ogni cimitero dovrebbe avere la sua attrezzatura, ma dal momento che è stata rubata più volte, la cooperativa ha deciso di tenerla in un deposito nel cimitero suburbano e quindi, per poterla utilizzare, va richiesta e portata dal deposito, e i tempi si allungano. Infatti, al cimitero di Putignano, ad esempio, fino a pochissimi giorni fa l’erba non era stata tagliata.

Due quadranti del cimitero di Riglione sono rialzati e per andare alle tombe bisogna salire otto gradini e non c’è una rampa per i disabili. Questo rende difficile anche al custode portare la terra per rinforzare le tombe che sprofondano perché non può usare la carriola.

Le tombe sprofondate sono parecchie, in diversi cimiteri, ma il ripristino però è a carico delle famiglie.

Il cimitero di San Michele è ben tenuto e ha due custodi, ma qui il problema è la sicurezza. Al cancello d’entrata si alternano dei rom che chiedono l’elemosina. Uno dei custodi ha raccontato che pochi giorni fa ad una signora sono stati rubati 50 euro e che un’altra invece è stata intimidita da un ragazzo dicendole che si sarebbe allontanato dalla sua bicicletta solo se gli avesse dato dei soldi.

Le maggiori lamentele però, si registrano per il cimitero di San Piero. Molto spesso il custode viene ad aprire in ritardo e questo si è verificato anche non più tardi di sabato scorso.

«Il custode è arrivato ad un quarto alle nove - afferma Franco Lattanzi - quando invece l’orario di apertura è alle 8. È successo più di una volta e per me rappresenta un problema perché devo andare al lavoro». «Io invece sono caduta a causa di alcune lastre di marmo sconnesse - racconta Anna Sbrana -, non mi sono rotta niente ma pochi giorni fa nello stesso punto è caduto un signore che hanno dovuto portare in ospedale con l’ambulanza e gli hanno dato cinque punti di sutura. Ho fatto presente il problema a uno dei custodi per sentire se poteva fare qualcosa e lui mi ha risposto che lo pagano troppo poco e che non può fare tutto. Ho visto che ora hanno recintato l’area con il nastro».

Ma il cimitero di San Piero ha anche problemi strutturali. Da quando qualche anno fa hanno rubato il rame dalla tettoria dei colombari e dal tetto della chiesa, questa non è più agibile perché ci piove dentro e dai colombari, quando piove forte, l’acqua viene giù a scroscio facendo cadere a terra i fiori. I furti di rame in questo cimitero ammontano a circa 18mila euro. Sono frequenti in tutti i cimiteri, ma questo non può essere una giustificazione per non aver installato nessuna telecamera di sorveglianza.

Il cimitero suburbano è abbastanza ben tenuto, anche perché il personale è più numeroso, ma piove dai loggiati e i custodi raccomandano, soprattutto alle signore anziane, di non entrare con la borsa perché sono a rischio scippo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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