Sicurezza
Corriere arrestato con un carico di 329 kg di hashish
Fermato dalla polizia, patteggia una pena di 3 anni e 8 mesi L’accusa: ha gestito importazioni per due tonnellate di droga
PISA. Non era un semplice corriere che, assoldato per poche migliaia di euro, si carica di droga e incrocia le dita. Era quello che organizzava e gestiva l'arrivo in provincia di centinaia di chili di hashish. Quello che per polizia e Tribunale era il promotore di un giro che dal novembre 2014 all'agosto 2015 ha portato sul mercato non meno di una tonnellata di hashish e 2 chili di cocaina. Accusato di traffico internazionale di sostanze stupefacente, Abdelmajid My El Youssoufi, 44 anni, marocchino, ha patteggiato 3 anni e 8 mesi. L'accusa specifica era di aver trasportato 329 kg di hashish suddivisi in 578 panetti. Il ricorso in Cassazione è stato respinto. Eloquente il passaggio nella motivazione quando il giudice scrive a proposito dell'episodio contestato: «Alla luce del sequestro operato di un ingente quantitativo di hashish e della sua ammessa responsabilità penale».
Lo arrestarono gli agenti della squadra mobile nell'operazione "Family & Co" conclusa con 19 arresti. Le radici familiari erano la base da cui poi si dipanava il resto dei membri utilizzati in vari ruoli, dai corrieri allo spaccio. Domiciliato a Pontedera e formalmente titolare di una ditta attiva nell'edilizia a Santa Maria a Monte, El Youssoufi aveva alle sue "dipendenze" parenti stretti e familiari sparsi tra Pisa e la Valdera. Il figlio, Osama El Youssoufi, 21 anni, disoccupato, nel novembre 2014 fu trovato a Cisanello con 13 kg di hashish, e uno di cocaina, oltre a 2000 euro: tutto occultato in cassetti ricavati nella sua Audi A3. Troppo ingegno per un piccolo spacciatore. La curiosità divenne indagine. Con due colpi andati a segno per dare forza alla pista seguita dalla polizia: 512 kg di hashish sequestrati al porto di Genova a una marocchina che in auto aveva anche la figlia piccola e i 329 kg, sempre di hashish, trovati nell'auto di El Youssoufi a Castelfranco di Sotto. Le macchine imbottite di droga erano il mezzo utilizzato per trasportare dal Marocco i carichi di hashish.
Dai 10mila ai 15mila euro i compensi promessi ai corrieri. Nel corso dell'indagine, gli investigatori avevano dovuto fare ricorso ai vigili del fuoco per sezionare anfratti e porzioni di auto trasformate in nascondigli per la droga. Vetture destinate alla rottamazione. Usa e getta per le missioni dei corrieri. In qualche caso dal Marocco era stato, pure, chiamato con urgenza nel Pisano anche un meccanico specialista nell'occultamento dei panetti dentro i veicoli. Una richiesta di aiuto per la difficoltà incontrata dall'organizzazione nel recupero del carico.
Pietro Barghigiani
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