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Pisa

la reazione di filippeschi: provvedimento verso la revoca

«Rispetto per i giudici ma i sindaci sono lasciati soli, ora più poteri»

«Rispetto per i giudici ma i sindaci sono lasciati soli, ora più poteri»

PISA. Non è stata revocata, anche se applicare l’ordinanza che vieta le birre in frigorifero in alcune zone del centro a questo punto diventa un esercizio del tutto gratuito. Nei prossimi giorni il...

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PISA. Non è stata revocata, anche se applicare l’ordinanza che vieta le birre in frigorifero in alcune zone del centro a questo punto diventa un esercizio del tutto gratuito.

Nei prossimi giorni il Comune valuterà se e come intervenire - probabile la revoca - sull’atto adottato il 14 settembre che, di fatto, il 27 ottobre è stato disinnescato nei suoi effetti sanzionatori dal Tribunale.

Il Tribunale del Riesame ha ritenuto in sostanza che non sussistessero i presupposti di contingibilità e urgenza dell'ordinanza sindacale, che il reato penale ex art. 650 (inosservanza di un ordine amministrativo), contestato dalla polizia municipale in esecuzione dell'ordinanza stessa, non possa essere applicato quando l'ordine è rivolto ad una generalità di soggetti e che non fosse necessario il sequestro degli alcolici quale prova del reato.

Senza polemizzare con le toghe, il sindaco Marco Filippeschi ricorda i positivi effetti raccolti finora dal divieto.

«Le norme contenute nell'ordinanza, che avevano trovato un sostanziale consenso di Confesercenti e Confcommercio, dopo gli interventi di esecuzione della polizia municipale e delle altre forze dell'ordine, avevano in sostanza funzionato – afferma –. Stavano riducendo i fenomeni di somministrazione impropria e di dispersione di rifiuti di vetro. Questo ultimo aspetto era coordinato anche con l'iniziativa di Comune, Società della Salute e Croce Rossa "Cavalieri senza vetro" che ha dato buoni risultati in Piazza dei Cavalieri. L'impossibilità di dare esecuzione all'ordinanza sindacale è aggravata anche dalla presenza in "zona movida" di decine di venditori abusivi di alcolici con borsoni e carrelli verso i quali l'amministrazione comunale conferma oggi la richiesta a prefettura e questura di un intervento risolutivo volto a stroncare questo fenomeno illegale che è il maggiore responsabile dell'abuso di alcolici, venduti a bassissimo prezzo e frodando il fisco, con danno consistente a tutti gli esercizi commerciali onesti che rispettano le regole».

Il pronunciamento del Tribunale del Riesame spinge il sindaco a ribadire quello che sottolinea da tempo: «Noi sindaci siamo lasciati soli di fronte a fenomeni che ormai da anni sono devastanti per le città. Naturalmente rispetto la decisione dei giudici. La Procura della Repubblica aveva, invece, convalidato i sequestri, con un atto impegnativo e molto importante. È il segno di una fragilità inaccettabile delle norme che possono limitare il degrado della convivenza e limitare i gravi rischi dovuti agli eccessi del consumo di alcolici. Piove sul bagnato. Ricordo come il Tar annullò le ordinanze mia e del mio predecessore, Paolo Fontanelli, che limitavano gli orari di esercizi di piazza della stazione e di via Mascagni causa di degrado urbano e di ripetuti interventi delle forze dell'ordine e della polizia municipale. È scandaloso che il parlamento non abbia ancora messo mano al necessario potenziamento della capacità d'ordinanza dei sindaci, come richiesto dalla Corte costituzionale e dall'Anci. Chi viene a spiegare ai cittadini il drammatico ritardo? Da un anno giace in qualche cassetto la "legge Alfano", che prevede maggiori poteri per i sindaci e sanzioni molto più severe per i gestori dei locali. Ciò che chiedono, in particolare, le città turistiche e universitarie».

Filippeschi ricorda che a Pisa, il 12 maggio scorso, in prefettura, in occasione di un convegno nazionale dell'Anci, i sindaci hanno fatto proposte concrete e chiesto l'approvazione della proposta di legge, anche con la decretazione d'urgenza. «Non cederemo allo scoraggiamento – conclude –. Percorreremo altre strade, anche a legislazione vigente. Credo però che non bastino le sanzioni amministrative. Servono leggi, non bastano i regolamenti. Il sequestro di alcolici, somministrati in modo da determinare gravi situazioni, è un provvedimento adeguato, che incide. Chiediamo che sia garantito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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