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Pisa

Interventi tampone fragili e poco utili

Interventi tampone fragili e poco utili

Romoli (Confesercenti): «Serve un piano delle funzioni e una regolamentazione definitiva. E azioni decise sugli abusivi»

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PISA. «Avevamo condiviso lo spirito e le finalità dell'ordinanza sulla limitazione della vendita di alcolici da asporto e sul divieto della conservazione in frigo delle bevande da parte di minimarket e laboratori artigianali. Ordinanza per altro sollecitata in ogni modo e in ogni sede dalla nostra associazione almeno per la parte legata alla vendite per asporto. Ma al tempo stesso ci era apparso subito chiaro come lo strumento, a firma del sindaco e non del prefetto, avesse molte possibilità di venire impugnato».

È il responsabile area pisana di Confesercenti Simone Romoli a commentare l'accoglimento del ricorso di un minimarket contro il sequestro delle birre che erano state trovate all'interno dei frigoriferi.

«Purtroppo questo ricorso è il segno evidente - dice Romoli - di come il fenomeno della “mala movida” non si possa continuare a combattere con interventi tampone. E soprattutto non si può fare adesso che una liberalizzazione scellerata ha permesso l'apertura di decine e decine di minimarket concentrati nel centro storico. Noi siamo sempre stati favorevoli a provvedimenti come quelli del divieto di vendita da asporto quando erano firmati dal prefetto. Interventi limitati nel tempo e in aree ben definite proprio per motivi contingenti. Purtroppo queste ordinanze prefettizie non sono state più firmate, con il sindaco che ha provato a colmare questa lacuna con le conseguenze che abbiamo visto».

L'ordinanza del sindaco era stata dettata, ovviamente, dalla volontà di vendita senza regole di bevande alcoliche soprattutto nel centro storico. Ancora Romoli: «Come detto approviamo lo spirito, ma occorre un cambio di strategia per provare a risolvere il problema del degrado nel centro storico. Nel settore del commercio si sono susseguiti ben 8 interventi di liberalizzazione dal 2010 allo scopo di far ripartire i consumi. I risultati sono la scomparsa nei centri storici, e non solo, di negozi di vicinato tradizionale e l'esplosione dei minimarket. Occorre cambiare decisamente rotta e, secondo noi, gli strumenti ci sono. Stiamo parlando del piano delle funzioni e del regolamento urbanistico - insiste il responsabile Confesercenti - con i quali il Comune può agire per una sorta di regolamentazione. Siamo disponibili da subito a metterci intorno ad un tavolo per capire come intervenire».

La conclusione di Romoli: «Tutto questo però serve a poco se non si proseguono con forza i controlli e le azioni di polizia soprattutto contro la vendita abusiva di alcolici. Vendita che nonostante i sequestri settimanali, continua a godere di ottima salute».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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