Il Tirreno

Pisa

Fanfare e lanci lo show dei parà per i reduci

di Valentina Villa
Fanfare e lanci lo show dei parà per i reduci

Cinquemila persone alla Gamerra per ricordare la mitica battaglia: «Mancò la fortuna, non il valore»

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PISA. Almeno cinquemila persone provenienti da tutta Italia hanno festeggiato il settantaquattresimo anniversario della battaglia di El Alamain alla Caserma Gamerra, sede del Centro addestramento paracadutisti. Tra gli ospiti d'onore c'erano anche cinque reduci della famosa battaglia in cui «mancò la fortuna, non il valore», i "Leoni della Folgore", tra cui Pasquale Pizzuti, Carlo Murelli, Giuseppe Degrada, Renato Tomasi e Santo Pelliccia, l’unico a presentarsi con l’uniforme bianca del regio esercito. A onorarli i vertici militari fra cui il comandante del Comando Forze Operative Nord, il generale Bruno Stano, il comandante della Divisione Friuli generale Carlo La Manna e il neo-Comandante della Brigata paracadutisti "Folgore" generale Roberto Vannacci.

Tra le tribune gremite non solo i congedati, i curiosi e i simpatizzanti, ma anche famiglie con bambini nei passeggini e cani al seguito, hanno applaudito i militari che hanno suonato, sfilato e si sono esibiti in uno spettacolare lancio. Durante la cerimonia, sei sottufficili hanno sfoggiato la loro abilità, lanciandosi da un elicottero NH90, in caduta libera, da un'altezza di 1500 metri nel piazzale della caserma, nel fazzoletto di cemento che divideva le tribune dai colleghi schierati. Tra i parà che si sono lanciati, c'era anche il pluripremiato Giuseppe Tresoldi, membro della Italy National Team, la nazionale italiana di paracadutismo dell'Esercito italiano, con 19mila lanci all'attivo. Tra le sue specialità preferite c'è la disciplina del lancio di precisione e cioè la capacità di centrare in pieno con il tallone, un bersaglio di appena due centimetri. Con lui si sono esibiti Daniele Piscopo, Enrico Falconi, Giampaolo Carbone e Andrea Cardinali.

La cerimonia è stata anche occasione per il primo saluto pubblico del nuovo comandante Vannacci, entrato in carica lo scorso settembre: «Ho l'arduo compito di essere all'altezza di cinquemila validi elementi. Dalla mia ho la fortuna di aver passato quasi tutta la vita con loro e questo aiuta». Inquadrate tra le fila dei paracadutisti schierati nel piazzale della caserma Gamerra, c'erano anche le donne che, per indossare la divisa da parà, devono superare le stesse prove fisiche dei colleghi uomini.

Terminata la parte ufficiale delle celebrazioni, il pubblico ha potuto visitare la Gamerra dove sono state esposti alcuni mezzi in uso. Molta curiosità ha destato la palestra contro le cui vetrate si sono schiacciati i nasi di tanti uomini, mentre i più piccoli si sono interessati al carro-armato parcheggiato vicino agli stand espositivi affollati. Tra le particolarità per i non addetti, il box con gli imbrachi appesi a cerchi metallici. Anche il Museo dei paracadutisti italiani, unico nel suo genere nel Paese, è rimasto eccezionalmente aperto a tutti fino al pomeriggio, con ingresso dall'esterno della caserma.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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