La protesta
Il dolore del figlio: «Un uomo sincero»
«Mio padre era un uomo buono e sincero, ci mancherà moltissimo. Lui ha attraversato sulle strisce, ma purtroppo il bus si è fermato, mentre lo scooter no, e lo ha travolto. Io e mia sorella siamo a...
«Mio padre era un uomo buono e sincero, ci mancherà moltissimo. Lui ha attraversato sulle strisce, ma purtroppo il bus si è fermato, mentre lo scooter no, e lo ha travolto. Io e mia sorella siamo a pezzi». È accorato Valerio Cortopassi, 35 anni, mentre parla del padre Giovanni, camionista in pensione della Double V Transport, travolto sull’Aurelia. Lui e la sorella Federica, 44 anni, si sono rivolti a un legale per essere assistiti nella vicenda giudiziaria legata all’incidente mortale che ha strappato il padre al loro affetto.
Era andato a cena a Pisa, Giovanni Cortopassi, per incontrare la sua compagna. Aveva salutato gli amici, con cui viveva a Livorno, in via Eugenia, nel quartiere di San Marco, e poi, a bordo della sua auto, aveva raggiunto Pisa.
«Era un uomo molto attivo, brillante, sempre pieno di impegni e voglia di fare - dice l’amico - Lui viveva qui con me, ma a volte si fermava a dormire fuori, dalla compagna. Prima di uscire, mercoledì, mi ha detto: “Ora per 15 giorni sarò fisso qui in casa perché lei parte, va a casa sua e si ferma due settimane”. Invece non è più tornato». (l.l.)
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