Il Tirreno

Pisa

Augello show «Con me l’era della svolta»

di Mario Neri
Augello show «Con me l’era della svolta»

Il rettore si congeda e cede il testimone a Mancarella: «Sintonizzati col mondo»

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PISA. In fondo i numeri gli danno ragione. La sua è stata l’era del «cambiamento epocale» contro quella dell’«ordinaria amministrazione». Con lui l’Università di Pisa ha aumentato le immatricolazioni e i laureati, i fondi alla ricerca, quelli per l’edilizia, invertito la rotta sul reclutamento e lo ha fatto nonostante la crisi e i tagli.

Insomma - dice Massimo Augello alla platea dell’aula magna del Polo Carmignani presentando il bilancio di fine mandato - con lui a fare da nocchiere, l’ateneo «ha varato una politica espansiva» sebbene Roma abbia remato parecchio contro rispetto a quanto non abbia fatto con la gestione precedente, quella di Marco Pasquali. Ma se l’Unipi ha cambiato marcia anche per effetto delle trasformazioni dettate dalla riforma Gelmini, lo ha fatto però soprattutto perché il «cambiamento lo ha voluto la nostra comunità accademica». Per questo, primo nella storia dell’università, Augello ha voluto una cerimonia con cui illustrare alla cittadella di prof, dipendenti e studenti i risultati dei suoi successi, dare l’addio (tornerà a fare il prof di storia dell’economia) e segnare così il passaggio di testimone fra rettori. E se c’è un messaggio che manda al successore Paolo Mancarella è proprio quello di saper tenere la barra del comando («Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare», dice citando Seneca), ma di farlo «attingendo al patrimonio di idee della comunità». Dunque bando ai personalismi. «Mi rifaccio a papa Francesco: da laico dico “Il vero potere è il servizio”. Credo si adatti alla mia esperienza», chiude incassando una standing ovation. Proprio puntando sulla comunità sono arrivati i successi illustrati nell’Ateneo di Pisa nella stagione del cambiamento, il libro in cui il rettore ripercorre i suoi sei anni di governo e in cui lancia anche qualche stoccata, come a Soprintendenza e Ministero dei Beni culturali. Così i ritardi nella ristrutturazione della Sapienza sono dovuti a «varianti ai lavori richieste della Soprintendenza e degli imprevisti e ulteriori problemi strutturali, evidenziati solamente durante le demolizioni». La parte in carico a Unipi sarà pronta entro fine anno, «ma solo recentemente, invece, il Mibact ha preso atto del disallineamento dei lavori di sua competenza sulla Biblioteca Universitaria Pisana, chiedendo all’ateneo di farsene carico».

Per il resto l’Unipi «ha aumentato di 24 milioni i finanziamenti per ricerca e edilizia», gli immatricolati, quasi raddoppiato le aule, e soprattutto le assunzioni. «Tra il 2011 e il 2016 abbiamo assunto 801 docenti contro i 664 di Firenze e i 648 di Genova». Tutto nonostante nello stesso periodo l’università abbia subito dal Miur un taglio complessivo di 66 milioni rispetto agli anni precedenti. Così, grazie alla cura-Augello, Pisa ha recuperato una «dimensione politica». E se il sindaco Marco Filippeschi plaude al rapporto di collaborazione certificato dagli oltre 70 progetti in comune, il governatore Enrico Rossi dice di «apprezzare lo stile della giornata, perché troppo spesso nel nostro Paese ascoltiamo le critiche di chi subentra nei confronti del predecessore e di chi lascia nei confronti di chi ha preso il suo posto. Qui invece ho le istituzioni prevalgono sulle ambizioni personali». E in Mancarella, l’erede rimasto in squadra fino a gennaio come prorettore alla didattica, Augello dice di avere piena fiducia: «Sono sicuro che Paolo farà ancora di più e meglio», ma se c’è un orizzonte a cui guardare è quello della «modernizzazione delle istituzioni». Basterà «sintonizzarsi sui ritmi del mondo». «Ho un peso enorme sulle mie spalle, ma sono fiducioso, del resto quando Massimo mi ha chiamato per la cerimonia non mi ha mai detto #staisereno», scherza Mancarella, a cui il rettore uscente dona la ristampa di due volumi della fine del XV secolo, uno con un poemetto di elogio a Lorenzo il Magnifico, che intorno al 1470 aveva riaperto lo Studio pisano dando nuovo impulso culturale alla città. La simbologia è fondamentale. In fondo è stato lui, Augello, l’uomo capace di fare dell’università un motore economico che produce ogni anno 600 milioni di Pil sul territorio. E se c’è una ricetta vincente, assicura Mancarella, è di nuovo la squadra. «Per questo ho deciso di iniziare il mandato con una riunione unificata di Senato e Cda, e lì comunicare per la prima volta i nomi dei prorettori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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