La protesta
Palazzo ex Telecom nessuna offerta anche al quarto bando
PISA. Un altro tentativo a vuoto. Il quarto nel giro di un anno. E’ andato di nuovo deserto il bando del Comune per la vendita dell’ex palazzo Telecom. Considerati i precedenti, la situazione del...
PISA. Un altro tentativo a vuoto. Il quarto nel giro di un anno. E’ andato di nuovo deserto il bando del Comune per la vendita dell’ex palazzo Telecom. Considerati i precedenti, la situazione del mercato immobiliare e quella particolare dell’edificio di piazza Facchini, il pronostico sull’esito di questa ennesima “chiamata” era abbastanza semplice. Il quarto bando aveva ricalcato sostanzialmente quello precedente, confermando il prezzo a base d’asta di 5,9 milioni. A differenze del terzo, l’atto pubblicato di recente ammetteva però la possibilità di presentare offerte al ribasso, ma non superiori al 5% del prezzo a base d’asta (“tetto” di 295.000 euro).
Un’opzione prevista per venire incontro alle effettive ed attuali possibilità del mercato. Ma anche questo non è bastato perché almeno un acquirente si presentasse entro la scadenza del 20 ottobre. L’edificio, con destinazione industriale nel settore delle telecomunicazioni, è stato realizzato negli anni Cinquanta dal ministero delle Poste e Telecomunicazioni-Azienda di Stato per i Servizi Telefonici, su un’area di ruderi risalenti al periodo della Seconda guerra mondiale. Ora la destinazione è, in sostanza, residenziale e di servizio. Dopo il trasferimento della Sepi alla Sesta Porta dello scorso anno, il palazzo è libero ed è stato inserito nel piano delle alienazioni immobiliari.
Con il primo bando la cessione alla Fondazione Pisa sembrava cosa fatta. Ma l’amministrazione considerò eccessivo il ribasso dell’offerta ricevuta (5,2 milioni), pur dentro i criteri previsti dall’avviso pubblico. Una marcia indietro che ora si porta dietro, forse, più di un rammarico. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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