Gioco
La Domus Mazziniana chiusa un’altra volta
Protesta di residenti ed esercenti: «Uno smacco al patrimonio storico della città» Sforzi della Normale per la gestione, ma la burocrazia ministeriale blocca tutto
PISA. «Dopo l’estate la Domus Mazziniana ha praticamente chiuso i battenti». Si lamentano alcuni residenti ed esercenti intorno a via Mazzini. E si chiedono come sia possibile. Già, perché la Domus è passata da un Presidente della Repubblica all’altro per cercare almeno di uscire da un oblio che non le rende giustizia. La casa dove spirò Giuseppe Mazzini fu inaugurata da Giorgio Napolitano e la visita pisana di Sergio Mattarella è servita a riaccendere i riflettori sulla Domus.
Per anni il commissario straordinario Fabio Beltram, direttore della Scuola Normale, si è battuto per farle avere i necessari e vitali finanziamenti. «Non è possibile che abbia chiuso un’altra volta - dicono alcuni esercenti - anche perché era stato steso da poco il nuovo asfalto che dava decoro sia alla Domus che a tutta la strada. Abbiamo provato a chiedere il perché, ma abbiamo trovato bocche cucite».
Si possono a questo punto avanzare solo delle ipotesi e cioè che ci sia stato un qualche impasse burocratico a livello ministeriale riconducibile allo stato di commissariamento della stessa Domus. Un anno esatto fa, Beltram dichiarò: «Come forse sapete, il direttore della Normale è ancora commissario della Domus Mazziniana: anche qui abbiamo l’ambizione di ritornare al più presto alla vita istituzionale ordinaria, intanto però vi confermo che la Domus e il Memoriale Mazzini sono nuovamente visitabili per le scolaresche grazie alla messa a norma della sede e al sostegno della Fondazione Pisa». Ma «presto - aveva aggiunto - apriremo il Memoriale Mazzini a tutti grazie alla disponibilità dei volontari dell’associazione Amici dei Musei e dei Monumenti Pisani». Sembrava tutto risolto quindi. Sembrava, appunto, anche perché era in via di risoluzione l’inserimento della Domus nelle liste di finanziamento del ministero.
La chiusura, seppur temporanea della Domus, è uno smacco al patrimonio storico e culturale della città. Sono trascorsi cinque anni dalla visita di Napolitano, che avvenne il 20 ottobre 2011 in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. La casa dove Giuseppe Mazzini, uno dei padri della Patria, spirò il 10 marzo 1872, era stata appena restaurata con una spesa di 2,4 milioni di euro. Nonostante proclami e promesse, da allora la Domus è passata da intrecci della burocrazia alla chiusura per mancanza di fondi. Da quando è stata commissariata, si è rimboccato le maniche Beltram che nel giro di una manciata di mesi ha messo a posto, sotto il profilo normativo, la nuova Domus (agibilità, antincendio, eccetera). Il museo/biblioteca è rimasto aperto fino a quando un dipendente lavorava ricevendo lo stipendio grazie ad una donazione di privati. Poi stop. Per mettere la Domus a regime, la Normale si era detta disposta ad assumerne la gestione ed a distaccarvi due dipendenti della sua biblioteca.
Carlo Venturini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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