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Pisa

Due anni fa il primo grido d’allarme

Due anni fa il primo grido d’allarme

Ginetto: «In città gli affari si fanno solo la notte. E al mattino facciamo i conti con sporcizia e rifiuti»

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PISA. L’allarme l’aveva già lanciato un paio di anni fa. «Quanto tempo ci resta prima che Pisa sia completamente invasa da kebab o minimarket? Perché non si investe nella valorizzazione delle attività storiche?». Era il settembre del 2016 quando la famiglia Falciani, proprietaria della pescheria "Da Ginetto" in piazza delle Vettovaglie, attività che il 2 novembre avrebbe festeggiato 79 anni. Ogni giorno, dopo la chiusura della pescheria, i Falciani esponevano una bacheca in vetrina. Lì, in bella vista, la breve storia del loro esercizio: dalla felice apertura nel 1937 agli ultimi anni segnati da sacrifici e da stenti, dai giorni radiosi di una Pisa spensierata e in ascesa a quelli grigi di una città sbiadita e abbandonata dai propri cittadini originari. «Il nostro è uno sfogo, non una protesta - dicevano, all’epoca, i Falciani - gli affari nel centro si svolgono solo di notte. E ogni mattina abbiamo a che fare con sporcizia e rifiuti abbandonati. Chi vive la vita notturna non pensa a chi dovrà lavorare la mattina successiva». Se il degrado in città «è sotto gli occhi di tutti, perché nessuno interviene? E tutti quei minimarket, come fanno ad ottenere sempre i permessi?», si chiedeva Laura Baldoni, moglie di Gino Falciani. Considerazioni che già allora fecero prendere una prima decisione ai titolari della pescheria. «Da un po' di tempo abbiamo iniziato a tenere aperto solo la mattina, quando la piazza non è ancora occupata da persone poco raccomandabili. Alle 13 si chiude: il pomeriggio il volto del piazzale cambia e la clientela si dirada, piazza delle Vettovaglie diventa terra di nessuno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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