Il Tirreno

Pisa

«Chiudo, la piazza ormai è diventata invivibile»

di Carlo Venturini
«Chiudo, la piazza ormai è diventata invivibile»

Abbassa la serranda la storica pescheria “Da Ginetto” della famiglia Falciani «Una battaglia quotidiana contro gli atti vandalici e i problemi delle Vettovaglie»

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PISA. Di troppa malamovida si chiude. Era il 1937 quando Umberto Falciani, con i fratelli Spartaco e Bruno, aprì la pescheria in piazza delle Vettovaglie. Nel 2016 la pescheria “Da Ginetto” è costretta a chiudere e Gino, attuale titolare e figlio di Umberto, non se ne capacita ancora anche perché qualche anno fa fu l’ex prefetto Francesco Tagliente a convincerlo a non chiudere. «Ho provato a resistere per tutta la mia famiglia, per i sacrifici fatti da chi mi ha preceduto, ma venire al lavoro negli ultimi due anni è stato un peso enorme», dice con rassegnazione Gino, che è sulla soglia dei 73 anni.

I problemi sono sempre gli stessi e cioè gli strascichi della movida che si manifestano fino alle 6.30, atti vandalici, viavai di spacciatori e tossicodipendenti. «Grazie agli operatori dell’Avr - dice Falciani - trovo il portico pulito, ma è tutto il resto che non va e si respira sempre l’aria di una piazza abbandonata, isolata, la gente di giorno o di sera ci passa mal volentieri e quindi non c’è mercato». A questo si aggiungano le abitudini cambiate delle persone, i supermercati, la Ztl. «Le famiglie in piazza non passano più e posso solo ringraziare i miei clienti affezionati che mi hanno consentito di tirare avanti per altri due anni. Ma questi, da soli, non bastano», spiega l’esercente che lamenta anche l’aumento delle tasse e le spese per le bollette dell’acqua.

Una pescheria a conduzione familiare chiude ed è un po’ come si chiudesse con il magone un album di ricordi. Gino entrò a lavorare a 11 anni. Era il 1954. «Eravamo una famiglia di pescatori, il pesce all’inizio lo si pescava in Arno, poi a Marina per passare a Viareggio e Livorno, dipendeva dal mare e dal mercato», ricorda. Nel tempo, le attività storiche di piazza delle Vettovaglie hanno chiuso, basti ricordare la pizzicheria Cesqui. «E poi il negozio di pasta fresca di mio fratello Renzo», dice Falciani. Un duro colpo alle attività arrivò dallo spostamento del mercato bisettimanale da piazza San Paolo all’Orto alla sede periferica di ora. «Il mercato con le bancarelle riempiva tutta la via San Francesco e da quelle zone arrivare nella piazza era un attimo e di gente quindi ce n’era tanta».

Cosa aprirà al posto della pescheria? Il fondo è della famiglia Falciani. E qui si apre il solito problema e cioè che il primo offerente con la somma giusta avrà quel fondo. E vista la vocazione della piazza ormai dominata dai pub, giocoforza saluteremo l’apertura di un nuovo bar. O forse no. «Vorremmo dare il fondo a qualcuno che inverta questa tendenza, ad esempio vorremmo che si presentasse da noi una persona che voglia aprire un negozio di alimentari, una macelleria, un esercizio commerciale che non viva solo di notte». La pescheria “Da Ginetto” era tra le ultime icone di una Pisa commerciale che non esiste quasi più e che aveva proprio in piazza delle Vettovaglie il suo cuore pulsante.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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