Il Tirreno

Pisa

Risate e applausi, Roan Johnson conquista Pisa

di Carlo Venturini
Risate e applausi, Roan Johnson conquista Pisa

Sala gremita all’Isola Verde per l’anteprima del film “Piume” dopo il debutto veneziano

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PISA. «Le paperelle di plastica gialla erano nate per le vasche da bagno mentre ora sono lì a solcare gli oceani». È un passaggio del film “Piume” di Roan Johnson che ieri è stato proiettato all'Isola Verde salutato da un lungo applauso della platea gremitissima.

Piuma è una commedia, fa ridere e, se uno vuole, trova spunti di riflessione intorno ad una tematica già affrontata al cinema (si vedano Juno e Little miss sunshine), quella di due liceali alle prese con un incidente di percorso, un accidente, un inciampo: una gravidanza non contemplata.

E si ride, basta essere piuma (il nome che verrà dato alla nascitura) e lasciarsi avvolgere dalla dignità e rarità della leggerezza. «Da ogni errore può nascere una storia inaspettata come quella delle migliaia di paperelle per le vasche da bagno che sono uscite da un container e che tutt'ora stanno fluttuando nell'oceano tracciando le rotte dell'inquinamento marino».

Un errore se pur vitale, scombussola, disgrega le famiglie dei genitori ricucite dalla leggerezza di Ferro e dalla forza di Cate, i due protagonisti diciottenni della commedia. Ferro non sa niente, non conosce niente di gravidanze (pensa ad una vacanza in Marocco, da rimandare) ma sa solo che «deve stare vicino a Cate a qualsiasi costo e qualsiasi cosa decida», dice Roan che ha scritto il film assieme alla compagna Ottavia Madeddu anche lei presente alla prima del film assieme al loro bambino. La regia di Roan, omaggia Monicelli e Virzì e fa sicuramente un salto di qualità, rispetto all'altra commedia “I primi della lista” con lunghe inquadrature senza campo e controcampo nei dialoghi, e compaiono con discrezione, effetti speciali-emotivi. «Quando uno è nel casino vorrebbe essere altrove ed arrivarci prima possibile e quindi magari nuota volando sulla città», dice Roan.

"Drammatico" è stato arrivare al casting finale perché dopo ben 700 persone passate al setaccio, Roan non riusciva a venirne a capo per arrivare poi alla scelta di Luigi Fedele e Blu Yoshimi già apprezzata in “Caos Calmo”. La sceneggiatura scorre via leggera, i dialoghi non annoiano, fanno sorridere ma a volte sono ripetitivi soprattutto nella macchietta del padre di Ferro (Sergio Pierattini) che è perennemente arrabbiato secondo un consolidato stereotipo linguistico toscano. A lui fa da contraltare, il padre di Cate, totalmente sciroccato ed adolescenziale e sempre d'accordo con Ferro, il nonno "rimbambito" che strappa qualche risata, una fisioterapista che fa affiorare qualche luccichio lacrimoso perché non riesce ad avere un figlio. Tutto alla fine si mescola in un patchwork tragicomico, una tavola di commensali in cui ognuno recita bene la sua parte senza però mai evolversi o forse, semplicemente, rimane se stesso. La colonna sonora ruota attorno a "Almeno tu" di Francesca Michielin. «Le abbiamo fatto vedere il film, le è piaciuto ed è stata lei a scegliere la canzone, mentre gli altri brani sono molto elettronici e di giovani autori», conclude Roan.

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