Toscana
Gli scatti dell’alluvione in mostra a Palazzo Blu
Tante iniziative per ricordare i 50 anni dall’esondazione dell’Arno Sabato un’esercitazione di protezione civile simulerà la piena del fiume
PISA. Cinquant'anni fa l'Arno in piena esondava dai suoi argini, provocando ingenti danni alle città e ai piccoli comuni che attraversa. Nonostante le situazioni più drammatiche si registrarono senza dubbio a Firenze, anche Pisa pagò un grande tributo a causa dell'alluvione. Non tanto il 4 novembre 1966, giorno in cui l'evento interessò soprattutto la provincia fiorentina, quanto nei giorni e nei mesi successivi, quando crollarono prima il ponte Solferino e dopo il lungarno Pacinotti. «Le fotografie che immortalano Pisa all'indomani dell'alluvione rappresentano una città che sembra essere stata bombardata, con il lungarno aperto, il ponte ancora dentro l'acqua e gran parte del centro storico allagato - ha raccontato il vicesindaco Paolo Ghezzi - Nonostante ciò, il ricordo dell'enorme tributo pagato sembra essersi un po' sbiadito nella memoria, come avviene inevitabilmente con il tempo». È proprio per rinverdire tale ricordo, così come per trasmettere a chi non c'era la testimonianza di quanto accaduto che gli enti più rappresentativi della città, sotto la guida del Comune di Pisa e della Regione Toscana, stanno lavorando insieme per dar vita ad una serie di iniziative sul tema "Il Fiume e la Memoria". Innanzitutto, proprio le foto di cui parla il vicesindaco, contenute nell'archivio Frassi, verranno messe in mostra a Palazzo Blu dal 29 ottobre al 29 gennaio. Ma si parte già il prossimo weekend con un'esercitazione di protezione civile che simula gli effetti della piena e le procedure da seguire, sulla scia di quelle messe in atto nel 2014. «La mattina di sabato 22 vi sarà proprio un coinvolgimento diretto della popolazione, con una prova di evacuazione fittizia per gli abitanti del lungarno Mediceo», ha spiegato Luca Padroni, responsabile dell'ufficio Protezione civile del Comune. La commemorazione vera e propria del 50° anniversario dell'alluvione dell'Arno si terrà invece il 4 novembre presso la Sala delle Baleari di Palazzo Gambacorti, mentre in occasione dei 50 anni dal crollo del ponte Solferino, che ricorrono domenica 13 novembre, l'Acquario della Memoria organizza il "Cine-battello sull'Arno", la proiezione di filmati con materiali d'archivio sulle pareti delle spallette e dei palazzi dei lungarni, con la possibilità di partecipare a minicrociere gratuite per guardare lo spettacolo dall'acqua. Queste e molte altre iniziative, come una prima nazionale al teatro Verdi o il progetto che vede come protagonisti gli studenti del liceo artistico Russoli, o ancora le testimonianze di chi quell'alluvione la visse in prima persona, come gli "Angeli del fango" o i comuni cittadini che dovettero abbandonare le proprie case, per «ricordare un evento significativo per la città e rimotivare il nostro sistema di protezione civile», come sottolineato dal sindaco Marco Filippeschi. «Importante per la città recuperare un rapporto perduto con il fiume - ha aggiunto il sindaco - obiettivo su cui ci focalizzeremo il prossimo anno, attraverso provvedimenti riguardo la navigabilità dell'Arno, i lavori allo scolmatore e la seconda biennale di architettura, dedicata proprio a questo tema».
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