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Pisa

C’è un percorso specifico che parte dai consultori

PISA. La violenza, gli abusi e i maltrattamenti sulle donne sono oggetto di un percorso specifico nei consultori dell'area pisana, oltre alla maternità, alle malattie a trasmissione sessuale e alle...

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PISA. La violenza, gli abusi e i maltrattamenti sulle donne sono oggetto di un percorso specifico nei consultori dell'area pisana, oltre alla maternità, alle malattie a trasmissione sessuale e alle mutilazioni genitali femminili.

Il consultorio per donne immigrate si trova nel presidio distrettuale del Cep ed è aperto il giovedì pomeriggio dalle 14 alle 18.

L'equipe è composta da una ginecologa, due ostetriche, un assistente sociale, una psicologa, un servizio di mediazione culturale e il supporto amministrativo.

Garantisce l'accoglienza e presa in carico totale della persone e offre sostegno sanitario, psicologico e sociale.

Il servizio è rivolto alle straniere senza permesso di soggiorno, alla donne regolari arrivate da poco in Italia, le donne rom, le immigrate socialmente ed economicamente disagiate, i soggetti con problematiche di inclusione sociale, le vittime della tratta e alle rifugiate e richiedenti asilo.

Nel 2015 sono stati registrati 283 utenti, 931 prestazioni, 264 colloqui d'accoglienza, 55 incontri di mediazione culturale e 64 visite ginecologiche. 211 le donne provenienti dalla Macedonia, 113 le romene, 82 le albanesi, 63 le nigeriane, 65 bengalesi, 55 filippine e 40 marocchine.

«Il consultorio è il servizio maggiormente utilizzato dalle donne straniere in stato di gravidanza e anche dopo il parto (per la prevenzione oncologica e la contraccezione). Sono per la maggior parte prive di assistenza sanitaria perché irregolarmente presenti nel territorio - spiega Giuseppina Trimarchi, direttrice dell'unità funzionale servizi consultoriali zona pisana -. Le donne immigrate vittime di violenza parlano ancora meno delle donne italiane, a causa della subalternità al marito, della paura di perdere il permesso di soggiorno, o perché sono vittime della tratta.

Un dato allarmante è che l'ottanta per cento delle donne subisce violenze sessuali in attesa o durante il viaggio dal nord Africa».

Il consultorio collabora con il progetto denominato “Sally”, quello contro la prostituzione di strada e la tratta delle donne; con l'associazione Dim (Donne in Movimento) e il progetto Paim della Società della Salute (per l'accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo).

Nel corso del 2015 sono stati registrati 51 accessi al progetto Sally: 37 le donne in totale, di cui 21 nigeriane, 10 romene, 3 albanesi, due moldave e una brasiliana. 34 le visite ginecologiche erogate, 10 pap test e 35 prescrizioni.

(s.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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