Gioco
Svolta per il campus «Lo finanzieremo»
Renzi annuncia aiuti per la costruire il nuovo polo del Sant’Anna
PISA. «Siamo disponibili a trovare le risorse per la costruzione del campus universitario, proveremo a farlo con questo piano e poi attraverso altri canali». In fondo Pierdomenico Perata aspettava anche questo momento. Quello in cui Matteo Renzi avrebbe spiegato che sì, il Sant'Anna non era solo una realtà da elogiare ma anche da finanziare. Così, l'annuncio del premier giunge quasi come una liberazione. Anche perché poco prima, nel suo discorso introduttivo, il rettore aveva appena citato il progetto con cui la scuola d'eccellenza pisana nata trent’anni fa vorrebbe darsi una nuova casa e costruire una cittadella delle scienze con nuove aule, laboratori e centri di ricerca sul modello dei campus californiani. Tutto in una grande area sul territorio di San Giuliano ma vicinissima alla zona di San Cataldo, che già ospita il Cnr, il dipartimento di Chimica e una delle case dello studente più importanti di Pisa.
È un progetto ambizioso, spiega Perata. «Venti milioni li abbiamo, ma dobbiamo arrivare a cento per realizzare una cittadella della ricerca». Il primo stralcio prevede la realizzazione di un Polo di Scienze della Vita distribuito su 4.500 metri quadrati per cui l'ateneo investirà 11 milioni di euro, più un altro edificio per management e robotica percettiva per cui si attende l’appalto fra pochi mesi. Ma in maniera graduale i vertici della Sant'Anna contano di spostare a San Giuliano il cuore pulsante dell'ateneo, almeno quello che anima le materie scientifiche, e fare di quell’area una cittadella che riunisca i numeri primi della ricerca ora sparsi in strutture orbitanti fra Pisa, Pontedera, Peccioli, Volterra, Livorno e La Spezia. Una visione a lunga gittata resa possibile dall'accordo di programma appena firmato con il Comune di San Giuliano, che ha messo a disposizione della Scuola un'area di 43mila metri quadrati. Per portarlo a termine nei tempi immaginati non bastano però le risorse del Sant’Anna, per questo l’annuncio di Renzi potrebbe segnare una svolta.
Sia il presidente Yves Meny che il rettore Perata ricordano come il Sant’Anna sia in cima ai ranking internazionali insieme alla Normale, eppure resti una realtà scientifica sotto finanziata. «Riceviamo 25 milioni dallo Stato e da soli, attraverso collaborazioni e dando la caccia ai fondi esteri, riusciamo a duplicare la cifra», dice il primo. «Qui conta solo il merito, il Sant’Anna è gratis, proprio perché vogliamo dare una possibilità a chi non ha soldi ma ha talento. Con la Normale siamo le uniche due università italiane nella classifica delle migliori del mondo, ma il ministero investe su di noi e sulla Normale solo lo 0,7% di quanto stanzia per gli atenei».
E il messaggio arriva forte e chiaro. Prima di entrare nell’aula magna e parlare ad allievi e prof, a Renzi vengono mostrate le grandi ricerche della Scuola, i robot badanti, la mano robotica, le ricerche sui pomodori neri, i risultati dell’internet ultra veloce. Del resto è venuto ad annunciare il piano del governo per l'industria 4.0 e per mostrare all'Italia l'eccellenza, il merito, l'istituto che nei suoi trent'anni di vita «non ha cambiato solo se stesso ma la storia di tutto il Paese». Così la Scuola diventerà uno dei competence center, uno dei sette atenei di riferimento che dovranno fare da incubatori di idee per il mega progetto immaginato per rilanciare l’innovazione industriale nel Paese. E per aiutare la Scuola a interpretare quel ruolo, il governo finanzierà il suo campus. Non solo. «Penseremo anche al collegio», dice Renzi. Un altro dei crucci di Perata. Proprio all'inaugurazione dell'anno accademico 2015-16 il rettore sottolineò come il ministero dell'Istruzione negli ultimi sei anni aveva «ridotto di quasi 800mila euro i finanziamenti per il collegio degli allievi».
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