La protesta
«Ericsson ci restituisca i finanziamenti»
Via libera del consiglio regionale a due mozioni presentate sulla vertenza dell’azienda con sede a Pisa
PISA. Due mozioni sul caso della società Ericsson Telecomunicazioni di Pisa, che sta ridimensionando la sua presenza in Toscana, sono state approvate all'unanimità dal consiglio regionale.
Le due mozioni, presentate rispettivamente da Sì Toscana a Sinistra e da Movimento Cinque Stelle, impegnano la giunta a continuare ad attivarsi per l'istituzione del tavolo sindacale già richiesto verificando al contempo la possibilità di revocare i finanziamenti della Regione a favore della multinazionale con sede in Svezia.
Le mozioni approvate chiedono un chiarimento sul disimpegno della multinazionale e fanno seguito ad analoghe mozioni approvate nei mesi scorsi dall'aula consiliare.
Ad illustrare il testo presentato dal Movimento Cinque Stelle è stata la consigliera Irene Galletti, che ha affermato che «deve proseguire il canale già attivo tra la giunta e i vertici italiani dell'azienda», aggiungendo che «occorre fare le necessarie pressioni sul governo e sul Ministero dello Sviluppo Economico perché quest'ultimo non consideri esaurito il suo ruolo».
Il capogruppo Tommaso Fattori, illustrando la mozione di Sì Toscana a Sinistra, ha invece incentrato la sua richiesta sulla necessità di «attivarsi ancora nei confronti del governo affinché sia istituito il tavolo di confronto chiesto dalle organizzazioni sindacali» e di «verificare con urgenza, tramite l'Avvocatura regionale, la possibile revoca dei finanziamenti ad oggi in corso a favore della multinazionale», non escludendo perfino «la restituzione di quelli già erogati».
In appoggio alle due mozioni si è schierato Andrea Pieroni, Pd, il quale ha sottolineato che «purtroppo in queste settimane non si sono registrati fatti positivi», evidenziando tuttavia che «la giunta ha dato dimostrazione di essersi spesa in un impegno concreto». Pieroni si è augurato che sia trovata una «intesa dignitosa» per i lavoratori dello stabilimento di Pisa. «Se entro il 31 ottobre - ha proseguito Pieroni - non si arriverà a una soluzione, per i lavoratori coinvolti nei trasferimenti potrebbe aprirsi lo scenario peggiore. Faremo di tutto perché questo non accada. A tutti i dipendenti coinvolti e alle loro famiglie ribadiamo la nostra vicinanza e assicuriamo forte impegno».
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