Gioco
Occupy Santa Caterina antagonisti in piazza per dire No a Renzi
Il premier atteso domani mattina alla Scuola Sant’Anna Da ieri i contestatori sono in presidio davanti all’ateneo
PISA. Occupy Santa Caterina. Quasi due giorni di presidio in attesa di poter gridare e «mostrare» a Matteo Renzi tutti i No al suo governo. Una protesta-camping quella che da ieri pomeriggio la galassia antagonista pisana ha iniziato nella piazza della Scuola Sant’Anna di Pisa, dove domani mattina è atteso l’arrivo del premier.
Il presidente del Consiglio dovrebbe arrivare alla scuola d’eccellenza, dove incontrerà gli allievi, il direttore Pierdomenico Perata e le autorità cittadine, intorno alle 11.30, dopo una visita in programma a Firenze. A Palazzo Vecchio, infatti, parteciperà a un convegno sulla lingua italiana insieme al presidente Sergio Mattarella.
Dopo il saluto al Capo dello Stato, farà a tappa a Pisa. Una toccata e fuga e un assaggio, visto che Perata lo aveva invitato per l’inaugurazione dell’anno accademico prevista il 10 dicembre. Per la Scuola Superiore non sarà un anno qualunque, si celebra il 30° anniversario dalla fondazione dell’ateneo d’eccellenza, nato con una legge del 1987 e per i rettori sarà l’occasione di parlare del futuro (e della valorizzazione) degli atenei di eccellenza. Ma da tempo sono anche i parlamentari Del a chiedere la sua presenza in città. Firenze è una base operativa dei comitati per il Sì, ma sostegno serve anche a Pisa in vista del 4 dicembre, soprattutto in una città universitaria popolata da non pochi costituzionalisti e professori sulle posizioni del No.
Per antagonisti e anarchici non ci sono così «sarà un'occasione per fare esprimere e mostrare al primo ministro le ragioni dei tanti No che si stanno organizzando sui territori» perché «continua la propaganda su investimenti per le periferie, piani di assunzione in ospedali, scuole e università. Le politiche giovanili proposte dal governo non funzionano e anzi continuano a truffare chi vi partecipa: la disoccupazione giovanile rimane a quasi il 40%».
E ancora: «Chi lavora lo fa con contratti interinali, voucher, stage e tirocini, senza nessuna garanzia, alla faccia della pioggia di finanziamenti alle aziende. La sanità pubblica viene smantellata pezzo per pezzo, chi ci lavora costretto a ritmi e condizioni inaccettabili. Il governo pensa a salvare le banche, senza preoccuparsi di chi in questo modo perde tutto quello che ha», scrivono in un comunicato ricordando la protesta del 29 aprile davanti al Cnr, quando «tantissimi cittadini, studenti, lavoratori e abitanti dei quartieri popolari sono scesi in piazza contro il premier», e in cui andarono in scena scontri durissimi con la polizia nonostante il premier avesse scelto di non presentarsi in città.
Nel comunicato, questa volta, gli antagonisti lo invitano a «confrontarsi». «Vogliamo che Renzi lunedì si confronti con la realtà che sta al di là delle sue retoriche», scrivono dando appuntamento per le 8 in piazza Santa Caterina, ma annunciando il presidio «comunicativo» partito ieri.
Occupy Santa Caterina.
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