Il Tirreno

Pisa

Medaglie e premi alla qualità dei maestri artigiani

Medaglie e premi alla qualità dei maestri artigiani

Brùton, dei Castelli di Arcevia, del Forte, Gilda dei Nani e Orzo Bruno tra gli stand più ricercati dagli appassionati

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PISA. Seconda giornata, oggi, del “BeeRiver” alla Stazione Leopolda, kermesse dedicata alla birra di qualità. Passiamo in rassegna i birrifici artigianali che quest’anno vi sono ospitati.

Birrificio Brùton (Lucca). Tagliato quest'anno il traguardo delle dieci candeline, il marchio lucchese (San Cassiano di Moriano) ha festeggiato l'entrata in doppia cifra della propria anagrafe confermandosi tra i più titolati della Toscana e della penisola intera. Le birre confezionate da Iacopo Apo Lenci e Andrea Riccio hanno fatto incetta di riconoscimenti nella corrente edizione della Guida alle Birre d'Italia edita da Slow Food: la Chiocciola per la qualità generale della gamma e per l'aver costruito un modello di riferimento sul territorio, la menzione come Grande Birra per St. Renna e quella di Birra Quotidiana per la Lilith, la Brùton di Brùton e la Stoner.

Birrificio dei Castelli (Arcevia - Ancona). Fin dal loro debutto avvenuto nel 2012, Giovanni Petroni e Roberto Coppa, il dinamico duo che costituisce l'anima del Birrificio dei Castelli, hanno inteso caratterizzare la loro espressione brassicola perseguendo l'obiettivo di garantire agevolezza di beva attraverso un rigoroso controllo sul criterio delle proporzioni nell'uso delle materie prime e nell'applicazione delle procedure di lavorazione. È un elogio della semplicità, che assurge a consapevole principio di stile restando anni luce lontana da qualsiasi banalizzazione. A testimoniare la riuscita dell'operazione è arrivato il riconoscimento della Bottiglia assegnato al marchio anconitano dalla Guida alle Birra d'Italia di Slow Food.

Birrificio del Forte (Pietrasanta). Sullo stesso livello di Bruton, il conterraneo Birrificio del Forte, nato cinque anni dopo, ha recepito in pieno il senso del modello di espressione brassicola del marchio lucchese concorrendo a consolidare il ruolo della costa occidentale toscana nello scenario microbirrario toscano per dinamismo e pregevolezza del prodotto. A testimonianza del contributo offerto dal marchio versiliese, i numerosi allori conquistati grazie alla sapiente mano di Francesco Mancini, fondatore dell'attività nel 2011 insieme all'amico Carlo Franceschini, oggi da solo al volante. Restando all'attuale edizione della Guida alle Birre d'Italia di Slow Food, al Forte è stata assegnata la Bottiglia (riconoscimento attribuito al una gamma di alto livello complessivo), nonché la segnalazione di Grande Birra per la Mancina e la Regina del Mare.

Birrificio Orzo Bruno (Pisa). Tra chi gioca in casa, ecco con impianto di lavorazione a Bientina, ma con locale di somministrazione nel pieno centro di Pisa, un birrificio che davvero ha fatto la storia della produzione artigianale in Toscana. L'Orzo Bruno ha aperto i battenti nel 2003, fattore anagrafico che lo consacra oggi tra i dissodatori e i pionieri del movimento composto dai marchi di piccola dimensione. Dietro al nome sta un gruppo di donne e uomini scesi dalla Lombardia (uno tra gli epicentri del big bang delle microbrewery tra 1995 e 1996) per scommettere sulle potenzialità della pinta in Toscana: un gruppo di persone portatrici, a partire dalla brewmaster storica Rosa Gravina, di specifiche competenze e capacità.

La Gilda dei Nani Birrai (Pisa). Il terzo nome autoctono: anzi, il più autoctono, dato che è il primo con impianto di produzione ubicato all'interno dei confini del territorio comunale di Pisa. D'impronta fortemente identitaria (con un'iconografia ispirata all'immaginario del Gioco del Ponte), è la proiezione del sogno dei due soci entrambi birrai Daniele Maccheroni e Angelo Priamo, che nel 2015 si son tolti la soddisfazione di vedere ben cinque prodotti premiati al concorso Best Italian Beer: Draconis e Vaporis (oro), Kinzy e Ferus (argento), Delphus (bronzo).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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