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Pisa

I No alla riforma «Una Costituente per mutare la Carta»

PISA. Serve un'informazione trasparente sui quesiti referendari per garantire un voto consapevole. Ne è convinto il comitato del No dei cittadini pisani e sangiulianesi, che dà appuntamento a lunedì...

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PISA. Serve un'informazione trasparente sui quesiti referendari per garantire un voto consapevole. Ne è convinto il comitato del No dei cittadini pisani e sangiulianesi, che dà appuntamento a lunedì 17 ottobre alle 21 alla stazione ferroviaria di San Giuliano Terme per l'incontro «Le ragioni del no, tu chiamala se vuoi, revisione». Saulle Panizza, ordinario di diritto costituzionale del nostro ateneo, farà luce sui possibili effetti delle modifiche costituzionali apportate dal Ddl Renzi-Boschi, spiegando perché questa riforma non va fatta. L'incontro è stato presentato ieri da Riccardo Cini, coordinatore del comitato, insieme a Rolando Vivaldi, Tiziana Franceschi ed Elisabetta Mazzarri. «Noi non urliamo e non ci affidiamo agli slogan - ha detto Cini - Preferiamo entrare nel merito della modifica costituzionale che è stata approvata da una maggioranza non eletta». «È difficile anche per una persona di media cultura - ha aggiunto Rolandi- districarsi sui quesiti che vengono proposti, direi illegittimi e fuorvianti, perché esiste una legge che impone il richiamo al numero dell'articolo. Per cento quesiti devono essere richiamati altrettanti articoli. Non si può dare una risposta globale, si può essere favorevoli ad alcuni e non ad altri. Chi di noi non vorrebbe togliere il Cnel o semplificare il corso dell'approvazione delle leggi? Chi approva il bicameralismo? Ma c'è modo e modo di farlo e questa riforma sembra un po’ abborracciata». Non solo. «Il Senato di Renzi fatto dai sindaci part-time - ha detto Cini- non rappresenta nessuno. I sindaci facciano i sindaci». Ma qual è la riforma del No? «Siamo tutti consci che vada fatta - ha detto Cini - Ma da una Costituente eletta in modo proporzionale, portata dopo un anno all'approvazione del popolo. Questo parlamento rappresenta meno del 35% degli elettori». Franceschi si appella alla memoria. «Quando la nostra assemblea costituente decise di porre in essere una fonte legislativa superiore, i rappresentanti delle forze politiche si spogliarono dal peso della politica per porre in essere un atto adeguato ai tempi, senza contrasti, il migliore possibile per il Paese».

Renata Viola

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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