La protesta
Partigiani e studenti uniti per dire “No” al referendum
PISA. Per dire No alla riforma costituzionale voluta dal governo Renzi, per la quale i cittadini italiani saranno chiamati a votare attraverso il referendum del prossimo 4 dicembre, nascono a Pisa...
PISA. Per dire No alla riforma costituzionale voluta dal governo Renzi, per la quale i cittadini italiani saranno chiamati a votare attraverso il referendum del prossimo 4 dicembre, nascono a Pisa nuove alleanze. L'ultima è quella che unisce il comitato provinciale pisano dell'Anpi, Associazione nazionale partigiani d'Italia, e il sindacato studentesco Sinistra Per..., che insieme promuovono un incontro tra il presidente nazionale dell'Anpi, Carlo Smuraglia, e gli universitari, i docenti e i ricercatori di Pisa, aperto però a tutta la cittadinanza. Nel corso dell'incontro, in programma domani alle 16 nell'aula M1 del Polo didattico Piagge, in via Giacomo Matteotti 11, Smuraglia, politico, avvocato e docente italiano, dal 2011 alla guida dei partigiani d'Italia, illustrerà anche a Pisa le sue ragioni per respingere le modifiche alla Costituzione. L'intento è, in prima istanza, quello di «informare e sensibilizzare gli studenti in modo adeguato», spiega Sofia Demasi di Sinistra Per..., per rispondere ad una campagna referendaria che il gruppo studentesco definisce «non sana e poco realistica», e per cercare di «intercettare quella fascia ampia di persone che non sa se, cosa e per cosa andrà a votare. Per questo motivo - continua la rappresentante degli studenti - partiremo dall'Università ma non ci fermeremo ad essa». A livello nazionale il gruppo studentesco ha infatti aderito a "Studenti per il No", campagna che lo vede impegnato in diversi centri toscani. «Quella dell'Anpi è una posizione maturata attraverso un percorso lungo e democratico - ha sottolineato Bruno Possenti, presidente dell'Anpi pisano - e fondata su motivazioni di merito che vedono la riforma in contrasto col pieno sviluppo della democrazia». In sintesi, per i partigiani questa legge di modifica è sbagliata perché «il Parlamento che l'ha approvata manca di autorevolezza, essendo stato eletto da una legge dichiarata incostituzionale da una sentenza della Corte Costituzionale». «Questo referendum sarà estremamente importante per il futuro del nostro Paese - ha continuato Possenti - bisogna arrivarci preparati e consapevoli della propria scelta. Sono certo che l'incontro con Carlo Smuraglia, figura di prima grandezza nel panorama italiano del secondo Novecento, si rivelerà illuminante per molta gente». Enza Chiappone
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