Il Tirreno

Pisa

Edifici sfitti e tasse, imprenditore nel mirino

Edifici sfitti e tasse, imprenditore nel mirino

Accuse di Ucc-Prc sull’immobiliarista Pampana: «Immobili non accatastati, Ici e Imu non versata»

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Edifici sfitti e abbandonati e decine di migliaia di euro non versati nelle casse del Comune».Il gruppo consiliare Una città in comune-Prc punta il dito contro la famiglia Pampana, ma anche nei confronti del Comune e della Sepi, "rei" secondo il gruppo di opposizione di non svolgere adeguati controlli sui crediti che vanta nei confronti dell'imprenditore pisano.

«Che - accusa Ciccio Auletta, capogruppo di Una città uin comune-Prc - da anni non versa Ici e Imu per gli immobili di via Vespucci e per quelli di via Marsala, che risultano addirittura non accatasti. Case fantasma in pratica». Una vicenda iniziata due anni con la richiesta di chiarimenti in consiglio comunale sul pagamento delle imposte da parte di Pampana, finita nel dossier "Pampana: tra rendita e mattone. Una speculazione tutta pisana", presentato ieri insieme ai rappresentanti dell'unione Inquilini e dei movimenti per il diritto all'abitare. «Nel 2014 - prosegue Auletta -, l'amministrazione non fu in grado di rispondere alle nostre richieste perché né il Comune, né Sepi riescono a quantificare l'ammontare degli arretrati che Pampana deve versare nelle casse di Palazzo Gambacorti. Di conseguenza - aggiunge Auletta - non esistono ingiunzioni di pagamento». Ammonterebbe a decine di migliaia di euro il "debito" del costruttore nei confronti del Comune, «in particolare - sottolinea il gruppo di minoranza - per l'immobile di via Vespucci: 54 appartamenti da oltre vent'anni sfitti e lasciati all'abbandono che potrebbero rappresentare una soluzione per decine di famiglie in emergenza abitativa». A questo si aggiunge il "caso" degli immobili di via Marsala «che non risultano inseriti nelle mappe catastali». «Un partito della rendita che riesce a lasciare le aree che ha occupato nel più totale abbandono, a non pagare le tasse e ad alimentare l'emergenza abitativa», accusano Unione Inquilini e Una città in comune-Prc, che propongono di avviare una trattativa con Pampana ed altri grandi proprietari immobiliari per mettere gli alloggi sfitti sul mercato attraverso l'Agenzia Casa.

«Di fronte ad un eventuale rifiuto - prosegue Auletta - si potrebbe procedere alla requisizione degli immobili. Occorre inoltre quantificare e recuperare i crediti che il Comune vanta nei confronti di Pampana. Chiediamo infine di modificare la destinazione d'uso del rudere di lungarno Galilei (di proprietà Pampana), trasformandola da edificabile ad area a verde». (d.r.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web