Il Tirreno

Pisa

C’è un acquirente la Lega cede il Pisa

di Francesco Loi
C’è un acquirente la Lega cede il Pisa

Abodi: è un gruppo solido che sta valutando i bilanci

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PISA. Più commissario che presidente. Andrea Abodi, numero uno della Lega B, si prende la scena alla tavola rotonda di San Rossore. Soprattutto, si prende sulle spalle l’Ac Pisa in mezzo ai guai per trascinarlo fuori dalle secche. «Ci penso io a trovare un acquirente per la società», ha detto in sostanza Abodi annunciano di aver ricevuto da Petroni un mandato a vendere. L’iper-conferenza stampa coordinata dal giornalista Ivan Zazzaroni a San Rossore ha avuto il pregio di mettere seduti allo stesso tavolo, per la prima volta, tutti i protagonisti della contorta vicenda nerazzurra: oltre ad Abodi, c’erano Lorenzo Petroni, Gennaro Gattuso, il sindaco Marco Filippeschi, il vicepresidente dell’Assocalciatori Umberto Calcagno, il commercialista Gianluca Chiarioni, l’avvocato Pierluigi Tomassetti, Pablo Dana, Maurizio Mian. Assenti i rappresentanti della curva Nord perché, hanno scritto in un comunicato, «vediamo questo incontro solo come un “talk show televisivo”» e perché «siamo i primi a non voler essere strumentalizzati e non vogliamo che si continuino a sfruttare i sentimenti di un’intera città ormai esasperata e nauseata da mille discorsi e mille promesse».

Trattative bluff. Anzitutto Abodi ha voluto liberare il campo dalle voci che ritiene infondate. Dunque, non c’è Infront, ma nemmeno Italtelo, Gsport o altri di quel giro. Non c’è più nemmeno il Gruppo Pewex, che pure aveva mandato «una pagina e mezza di proposta», parole di Abodi, «ma - e qui scatta la bacchettata alla catena di supermercati - non si sono mai presentati per farsi conoscere e noi invece vogliamo sapere chi sono gli interlocutori delle nostre società». E’ il nuovo corso della Lega B, che s’inaugura con il caso Pisa, in pratica un “controller”. Al gruppo che si sta interessando all’Ac 1909 applicherà le nuove regole: «Selezione dei soggetti proponenti e verifica della loro solidità. Poi sarà la proprietà a firmare i contratti».

L’identikit. Meno loquace Abodi riguardo al gruppo che si è fatto avanti. «Capisco la richiesta di riservatezza e anche a me non ha fatto nomi», ammette il sindaco Filippeschi. Il presidente della Lega ha però aggiunto qualche dettaglio a quanto avevamo anticipato tre giorni fa: «Si tratta di professionisti conosciuti nei settori della finanza, del marketing e dell’intrattenimento. Non sono soggetti multimiliardari - ha aggiunto Abodi - ma insieme hanno la sostanza che tutti chiedono per il Pisa. Stanno leggendo i conti della società, serviranno ancora 3-4 giorni perché il sindaco possa conoscere queste persone». Dunque, si può parlare di cordata che si sta formando per l’occasione- «Sono più soggetti diversi - è un altro pezzo dell’identikit fornito da Abodi - che si ritrovano su una piattaforma comune di investimento».

Le cifre. Tutte da definire le modalità della trattativa. Voci discordanti su un acquisto immediato del 100% delle quote oppure su un ingresso graduale nella compagine societaria. Sulle cifre si parte da quelle base e da quelle messe in evidenza ieri: la valutazione di 6,2 milioni già contenuta nel tentativo di accordo tra Petroni e Dana, una situazione debitoria «che - dice Abodi - è tra 2,5 e 2,7 milioni di euro» e altri 2,5 milioni per completare la stagione a livello di gestione ordinaria. Una cifra complessiva alta che, sempre facendo riferimento alle parole di Abodi (con Petroni jr che annuiva), «porterà probabilmente la proprietà a rivedere la cifra chiesta per il totale delle quote». In pratica, un sostanzioso sconto rispetto ai 6,2 milioni.

Giochi aperti. La premessa di tutto è la volontà ribadita da Petroni di vendere: «L’importante è che arrivi qualcuno di serio, che assicuri stabilità al Pisa. A quel punto firmiamo e ce ne andiamo». Abodi ha ribadito a più riprese che la Lega non fa differenze, che non c’è una corsia preferenziale per il gruppo di cui ha tratteggiato l’identikit e che «rispettando i parametri che ci siamo dati» le porte sono aperte. Anche a Pablo Dana, che ha confermato l’interesse per il club, ma che nell’incontro di San Rossore non si è spinto oltre. I giochi restano in bilico, ma sembrano indirizzati. Difficile che il “commissario” Abodi si sbilanci così tanto senza avere carte sicure in mano. Il sorriso di Gattuso alla fine della tavola rotonda riassume le speranze di tutta la città.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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