Gioco
Si svela il Museo delle Sinopie restaurato
In corso lo smontaggio dei ponteggi che al termine restituirà una nuova e particolare visione di Piazza dei Miracoli
PISA. Comincia ad intravedersi, dopo tre anni di restauro, la facciata del Museo delle Sinopie in Piazza dei Miracoli. Come da noi anticipato, l’Azienda ospedaliera ha comunicato la conclusione dell’intervento dando inizio allo smontaggio dei ponteggi.
I tempi. Un’operazione che dovrebbe concludersi entro la fine del mese: per questo è stata ottenuta un’ulteriore proroga (la settima complessiva) per l’occupazione del suolo pubblico visto che la precedente era scaduta il 30 settembre. Che i lavori dovessero terminare in queste settimane era ormai del tutto evidente anche per un questione non certo secondaria: l’originaria Scia (segnalazione di inizio attività) era datata ottobre 2013 per una durata di tre anni. Diventava quindi difficile ottenerne una ulteriore. Discorso diverso per le proroghe che l’amministrazione comunale ha concesso in questi anni all’Azienda ospedaliera esclusivamente per il suolo pubblico.
Nuova visione. Con molta probabilità, quindi, i turisti che approfitteranno del ponte di Ognissanti potranno godersi uno spettacolo mai visto praticamente da decenni: Piazza dei Miracoli, ed in particolare il Museo delle Sinopie, senza ponteggio (ma anche senza le bancarelle). Una visione particolare, nuova, di piazza Duomo. D’altra parte, l’Opera della Primaziale Pisana in occasione delle conferenze dei servizi ha sempre dichiarato che, ravvisata l’esigenza dei lavori alle Sinopie, uno dei punti di interesse della piazza, nessuna struttura potrà più essere addossata alle pareti del museo.
Bancarelle. La rimozione del cantiere, se da una parte restituisce la piazza alla piena fruizione di pisani e turisti, riapre però la questione del futuro delle bancarelle attualmente in piazza Manin. L’ordinanza del 30 aprile 2012, dalla quale ha preso il via l’intera vicenda, prevedeva che il trasloco fosse temporaneo e legato all’intervento di restauro alle Sinopie (tempo stimato in quel documento di 365 giorni). Ma le cose in questi quasi cinque anni sono cambiate in modo radicale. La firma di un protocollo tra Comune, Regione e Sovrintendenza nel novembre scorso impedisce, intanto, il rientro dei banchi in piazza anche a conclusione dei lavori almeno fino al responso del Comitato interistituzionale per il decoro. In pratica sarà questo organo a decidere se i banchi sono compatibili con il decoro della piazza e, nel caso non lo siano, mettere la parola fine su ogni ipotesi di rientro.
Richieste e proposte. In attesa di questa decisione le bancarelle rimangono in piazza Manin. E allora quale potrà essere il futuro di queste attività, che non sono intenzionate a restare nella collocazione attuale? Sul tavolo c’è ancora il progetto presentato dalla Confesercenti di ricollocazione nell’area ospedaliera a ridosso del muro che la separa dalla piazza (dove si trovano le cappelle mortuarie); il progetto realizzato dall’architetto Salvatore Re e che nel 1997 aveva già avuto il via libera di tutti i soggetti interessati, compresa la Sovrintendenza per la parte relativa ai vincoli architettonici, storici ed artistici. «Chiediamo di aprire il tavolo di discussione con l’amministrazione comunale - spiega il direttore Toscana Nord, Marco Sbrana - visto che ad oggi non siamo riusciti a confrontarci non solo sul nostro progetto, ma nemmeno su cosa Palazzo Gambacorti abbia in mente per il futuro delle bancarelle che non possono certo restare in piazza Manin, al di là di quanto sarà stabilito dal Comitato interistituzionale per il decoro sulla sistemazione della piazza».
Daniele Benvenuti
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