Gioco
Calci e bottigliate raid in pieno centro
Rissa notturna in piazza Vittorio: ragazze e ragazzi si scagliano contro un clochard lombardo, che se ne va ricoperto di sangue
PISA. Un uomo ubriaco e un gruppo di ragazze e ragazzi che urlano. Lui che si scaglia contro una di loro, e poi la reazione. Prima di una delle giovani, poi del branco. Calci, pugni, una bottiglia di birra che si infrange per terra o forse su una panchina. L'uomo che cade e viene investito da una nuova scarica di colpi, perfino sfregiato con il vetro. Si rialzerà poco dopo, il volto ferito, gonfio, una maschera di sangue, per riprendere la sua strada senza chiedere e accettare aiuto, il branco svanito in un attimo, sul posto solo i titolari del bar sulla piazza e una manciata di turisti.
È la scena di un rissa scoppiata ancora, in piazza Vittorio Emanuele. Notte fra giovedì e venerdì, l’una e un quarto, pieno centro cittadino, snodo pedonale a pochi passa dalla stazione e soprattutto la porta di ingresso a Corso Italia, la via dello shopping. Ma questa volta ad innescare gli scontri non è un regolamento di conti fra spacciatori tunisini o senegalesi che gravitano sulla zona, ma una lite fra un 44enne senza dimora originario di Pavia, e un gruppo di ragazze e ragazzi. Uno dei tanti episodi che da tempo denunciano residenti e commercianti della zona, esasperati dal caos, dallo spaccio a cielo aperto e dalle risse che quasi ogni sera esplodono nella piazza o nelle gallerie commerciali di viale Gramsci. Uno degli ultimi episodi risale alla fine di agosto. Una zuffa fra stranieri e i titolari di uno dei bar sulla piazza.
A quella dell’altra notte abbiamo assistito personalmente. Succede tutto in pochi minuti. Le urla di una lite si sentono arrivare da Corso Italia. Sono soprattutto di ragazze e di un uomo. Intorno, nel frattempo, si è formato un capannello. La lite sembra coinvolgere soprattutto un gruppo di ragazze ma nel raggio di pochi metri ci sono anche uomini e giovani. «Ma come c... ti permetti», grida una. «Via quella bottiglia, fuori dai coglioni», risponde lui. Poi le si scaglia contro e non è più solo lei a reagire ma tutto il gruppo. L'uomo viene colpito, cade a terra e lì riempito di calci ai fianchi, alle gambe, alla testa. «Bastardo», gli urlano ancora arrabbiate le ragazze. Si rialza poco dopo, lamentandosi ma tentando di continuare la discussione, i capelli arruffati, la maglietta sbrindellata, il sangue che cola sul petto e dalla fronte. Prova a riattaccare briga con una delle giovani, alla fine si arrende: barcolla verso una panchina, mentre il “branco” si dilegua verso la stazione. Anche lui se ne va, trascinandosi dietro il trolley e dirigendosi verso la stazione. Perché ti hanno aggredito, proviamo a chiedere. «Chiedete a loro, o avete paura di prendere le botte anche voi», risponde. «Chiamate un'ambulanza, ha bisogno di aiuto», continua a ripetere un ragazzo senegalese, ancora sotto choc per la scena. «No, macché ambulanza, lasciatemi stare», ribatte camminando e rifiutando i soccorsi. «Credo che quella bottiglia l'abbiano rotta e poi usata come una lama», dice uno dei baristi del locale sulla piazza. Sull'asfalto restano i frammenti di vetro, le macchie di sangue. Due pattuglie della polizia si fanno vive dopo poco, circondano la piazza, il barista tenta di attirare l'attenzione degli agenti con una mano, ma le auto proseguono verso la stazione. «Succede spesso, non vedono nessuno e credono si sia trattato di una falsa segnalazione, così tirano dritto». Gli agenti, in realtà, vanno dritti alla stazione, e li si imbattono nel ferito. Che nel frattempo ha chiamato il 118 e si è lasciato dietro una scia di sangue. Poco dopo, i sanitari lo medicheranno sul posto e lo trasporteranno in codice giallo all'ospedale di Cisanello. In piazza della stazione arriva anche un'auto della finanza. In piazza Vittorio sopraggiungono i carabinieri, allertati sempre dal dipendente del bar, sentito dalla polizia.
E ieri gli agenti sono tornati per raccogliere le immagini delle telecamere nella zona, soprattutto quelle all’incrocio fra viale Gramsci e viale Bonaini. Il branco, infatti, è scappato proprio in quella direzione ed è probabile che la videosorveglianza possa svelare le identità degli aggressori.
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