Il Tirreno

Pisa

Camp Darby, torna italiana l’area ricreativa

di Danilo Renzullo
Camp Darby, torna italiana l’area ricreativa

La restituzione di una fetta della base dovrebbe avvenire entro il 2018

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PISA. La spending review a stelle e strisce favorisce l'Italia e serve un assist a Pisa, che potrebbe "impossessarsi" di aree e strutture militari da convertire ad uso civile. La data di quello che si preannuncia come uno "storico" passaggio è fissata per il 31 dicembre 2018.

Entro quel giorno dovranno essere completate tutte le operazioni propedeutiche alla dismissione di un'abbondante fetta della base di Camp Darby. Alcune decine di ettari dell'installazione militare che sorge tra Pisa e Livorno saranno "restituiti" all'Italia nell'ambito di un processo di ridimensionamento della presenza militare in Europa adottato dal dipartimento della Difesa Usa a partire da gennaio 2015. Gli americani si "sbarazzeranno" della cosiddetta "area ricreativa" della base sorta nel 1951, dove da alcuni giorni sono in corso i lavori preliminari per il passaggio al Demanio militare italiano di una vasta area che affaccia su viale Mezzapiaggia. Da alcuni giorni, tecnici ed operai sono presenti nell'enclave a stelle e strisce per effettuare alcuni piccoli interventi di bonifica del territorio da restituire e per procedere ai lavori di interruzione delle utenze di acqua, luce e gas che servono la zona. A partire dal prossimo mese - almeno secondo quanto previsto dal crono programma dei lavori - saranno realizzati gli interventi più visibili con l'installazione di una rete metallica che andrà a segnare i nuovi confini della presenza statunitense sul territorio e di un cancello interno alla base che resterà aperto almeno fino alla fine delle procedure. La sua chiusura (prevista entro due anni) segnerà la fine di un processo di ridimensionamento iniziato nel 2012 con sessanta tra licenziamenti e trasferimenti di dipendenti italiani e seguito lo scorso anno con l'abbandono dello stabilimento balneare American beach di Tirrenia. Il piano di ristrutturazione ufficializzato nel gennaio 2015 prevede minori spese per 500 milioni di dollari l'anno. Entro il 2021 gli Stati Uniti chiuderanno quindici basi in Europa procedendo al taglio di parte delle truppe. Si "salverà", almeno secondo il progetto dello scorso anno, solo l'Italia, dove dovrebbero arrivare 300 uomini in più dalla base tedesca di Spangdahlem. In totale la riduzione sarà di 2.000 unità rispetto ai 67.000 militari americani sparpagliati nelle basi militari europee. La riorganizzazione non provocherà grandi stravolgimenti al ruolo di Camp Darby. Per il Demanio significherà invece l'acquisizione di strutture (una piscina, scuole, caserme ed altri edifici) e di una vasta zona di territorio, la cui estensione non è stata ancora definita. Il futuro dell'area sarà decisa dai vertici militari italiani (non è escluso un possibile insediamento militare italiano), ma il Comune di Pisa potrebbe inserirsi in un'eventuale trattativa per cercare di «restituire alla città» parte di quell'area (Camp Darby occupa una superficie totale di 809 ettari) delimitata dal filo spinato da oltre sessant'anni. «La restituzione di parte del territorio allo Stato italiano non è stata ancora ben definita - sottolinea l'assessore all'urbanistica Ylenia Zambito -. Quando lo sarà cercheremo di entrare da protagonisti nel dibattito per capire quali sono le intenzioni del ministero della Difesa e se è possibile restituire alla città una parte di quei territori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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