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Estremismo jihadista nella proposta di legge anche la prevenzione

Estremismo jihadista nella proposta di legge anche la prevenzione

PISA. «La moschea di Pisa? Sì, sono contento che non sia stato raggiunto il numero di firme valide per il referendum. E’ giusto lavorare per una moschea in una realtà come questa dove c’è una diffusa...

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PISA. «La moschea di Pisa? Sì, sono contento che non sia stato raggiunto il numero di firme valide per il referendum. E’ giusto lavorare per una moschea in una realtà come questa dove c’è una diffusa cultura islamica. Ed è ancor più giusto cercare di evitare pretesti per qualche fenomeno degenerativo». Così il deputato Paolo Fontanelli (Pd) nell’introdurre l’incontro che si è tenuto a Palazzo Blu per presentare la proposta di legge sulle “Misure per la prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo jihadista” che, dopo mesi di stallo, ha cominciato il suo iter nella commissione parlamentare.

Al tavolo dei relatori i firmatari della proposta di legge, gli onorevoli Stefano Dambruoso (Scelta Civica per l’Italia), questore della Camera e magistrato esperto di terrorismo, e Andrea Manciulli (Pd), vicepresidente della commissione esteri di Montecitorio e presidente della delegazione italiana presso la Nato, oltre alla dottoressa Francesca Capone della Scuola Sant’Anna.

Con le minacce jihadiste e la paura Pisa ha fatto i conti anche di recente. Un tunisino è stato espulso nelle scorse settimane dopo che su un profilo Facebook aveva annunciato la sua intenzione di morire da martire e un attentato da compiere proprio in città come ultimo gesto. Invece a fine settembre è stato assolto un marocchino accusato, e recluso per un anno, di avere istigato alla jihad sempre via Facebook.

«La proposta di legge, oltre ad adeguare il nostro ordinamento alle normative della maggior parte dei Paesi europei, intende introdurre in Italia - ha detto Fontanelli - una strategia di contro-radicalizzazione attraverso l’adozione di programmi di prevenzione e contro-informazione in grado di coinvolgere la società civile, le scuole e le istituzioni. Il ripetersi di episodi collegati al terrorismo è un fenomeno che crea grande allarme nell’opinione pubblica, tra i cittadini e sul piano della sicurezza e della convivenza civile».

La proposta di legge ha infatti come obiettivo principale quello di unire alle misure di repressione altre di prevenzione. Si va infatti da una formazione specialistica per le forze di polizia e dalla creazione presso il ministero dell’Interno di un sistema informativo sui fenomeni del radicalismo jihadista ad iniziative aperte alla società, come la realizzazione di un Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri e per l’intercultura, incentivando la formazione dei docenti. «Forme di confronto ed incontro sono fondamentali e in questo le scuole rivestono un ruolo di primo piano». Nel gremito auditorium di Palazzo Blu anche studenti e docenti dell’Iti Marconi di Pontedera, già protagonisti su questi temi di incontri con ricercatori della Scuola Sant’Anna.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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