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Pisa

Condannato per la truffa a coppia anziana e malata

Condannato per la truffa a coppia anziana e malata

Sei mesi di pena e risarcimento di 10mila euro sui 30mila al centro del raggiro Nessuna responsabilità per l’amico arrestato nel 2014. Soldi presi per lavori mai fatti

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PISA. Uno assolto per non aver commesso il fatto.

L’altro condannato a 6 mesi per truffa e a risarcire con una provvisionale di 10mila euro la coppia di anziani a cui, secondo l’accusa, nel corso del tempo furono sottratti almeno 30mila euro.

Lo ha deciso il giudice Paola Giovannelli nonostante il pm avesse chiesto per entrambi gli imputati una condanna a un anno e 6 mesi di reclusione.

Verdetto di piena assoluzione per Sandro Galoppini, 42 anni, di Cascina, assistito dall’avvocato Alessandro Zarra.

Sei mesi di pena, in continuazione con il vecchio patteggiamento a 4 mesi concordato in occasione della direttissima dopo l’arresto in flagranza, per Stefano Lucchese, 38 anni, di San Frediano a Settimo, muratore occasionale.

La parte civile, una coppia di anziani residente a Navacchio, era rappresentata dall'avvocato Maria Concetta Gugliotta che ora cercherà di recuperare i 30mila euro svaniti nel nulla per una serie di anticipi su lavori in casa mai portati a conclusione.

Promesse, rinvii e ritardi per dare corso all’impegno di fare delle opere all’interno della casa. Salvo poi chiedere e ottenere soldi confidando anche nella vulnerabilità psicologica dei due coniugi, afflitti da seri problemi di salute.

Galoppini è risultato del tutto estraneo alla truffa. Aveva solo accompagnato Lucchese nell’abitazione della coppia.

Erano stati i carabinieri ad arrestare in flagranza i due nel maggio 2014 utilizzando anche una telecamera piazzata nella casa dei coniugi, in precario stato di salute, che si erano rivolta ai militari sostenendo di essere rimasti vittima di un raggiro.

Tutto era iniziato con la necessità di fare dei lavori in casa.

Lucchese, un conoscente dei due anche se non proprio un amico di lunga data, si era proposto di seguirli incassando abbondanti anticipi senza, però, dare il via all’attività per la quale era stato più volte pagato.

Nel giorno in cui i carabinieri avevano teso la trappola con il video per la consegna di altri soldi reclamati da Lucchese, il muratore aveva portato con sé un amico, Galoppini, ignaro dei rapporti tra la coppia e il muratore.

Nel corso delle indagini era emerso che una parte dei soldi ottenuti dagli anziani era stata utilizzata per l'acquisto di alcune biciclette da corsa da migliaia di euro.

Bici che ora potrebbero essere vendute per risarcire, almeno in parte, la coppia ritenuta truffata dal Tribunale.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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