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Pisa

SOCIETà citata come responsabile civile

Operaio morto nel cantiere: Acque dentro il processo

PISA. Acque Spa entra come responsabile civile nel processo per la morte di un suo dipendente. Lo ha deciso il giudice accogliendo le richieste dei legali della parte civile, i familiari di Antonio...

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PISA. Acque Spa entra come responsabile civile nel processo per la morte di un suo dipendente.

Lo ha deciso il giudice accogliendo le richieste dei legali della parte civile, i familiari di Antonio Cerri, di Badia a Cascina, vittima nel maggio 2012 a 52 anni di un incidente sul lavoro: fu travolto e ucciso dal mezzo aziendale parcheggiato vicino a un pozzo nella campagna di Staffoli a Santa Croce sull'Arno. Il dibattimento è ancora alle fasi iniziali nonostante la prima udienza risalga all’aprile 2015. A giudizio, per omicidio colposo, sono finiti il collega dell’operaio deceduto, Nico Galli, 43 anni, di Buti; l'ingegner Mario Chiarugi, originario di Castelfiorentino, direttore tecnico di Acque Spa, sede legale a Empoli e amministrativa a Ospedaletto; il titolare dell'autofficina "Il Giubileo" di Pontedera, Mirko Gambale, 37 anni. I tre sono difesi dagli avvocati Gino Doveri, Stefano Del Corso e Alessandro Capone, mentre la famiglia dell'operaio deceduto si è costituita parte civile con i legali Giovanni Capria e Laura Antonelli.

Cerri, sposato e padre di due figli, era appena sceso dal furgone e mentre stava per aprire il portellone posteriore fu schiacciato dal mezzo che, senza un motivo apparente, si era messo in movimento arretrando fino a centrare l'operaio rimasto incastrato sotto il veicolo. Galli si trovava poco distante impegnato a manovrare il braccio meccanico di una gru.

Ai carabinieri e ai tecnici della medicina del lavoro dell'Asl, il collega disse di non essersi accorto di niente e di aver dato subito l'allarme una volta visto quello che era accaduto a pochi metri da lui. Nel processo i profili di penali contestati dalla Procura sono diversi e a vario livello. Oltre al collega della vittima, sono a giudizio il direttore tecnico della società idrica in capo al quale vengono ricondotte le responsabilità per la sicurezza sui luoghi di lavoro e la corretta formazione dei dipendenti e il meccanico dell'autofficina dove era stato sottoposto a manutenzione il furgone. Prossima udienza ad aprile.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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