Sicurezza
Referendum, il Pd: «Stop divisioni, via ai dibattiti col nemico»
Dopo le polemiche con l’Anpi, i Dem organizzeranno confronti fra Sì e No in vista del 4 dicembre. Forse Renzi domani a Calcinaia
PISA. C’erano da smaltire un po’ di malumori interni, i fratelli coltelli di Cascina sono uno spauracchio per tutti, e non in pochi avevano mugugnato per l’Anpi messo alla porta dalla festa dell’Unità. In più, si sa, a Pisa il renzismo non ha mai attecchito in modo pervasivo. Così, un primo esperimento è andato in scena tre giorni fa, a San Miniato. Dibattito riservato ai soli tesserati. Sulla carta, una specie di training formativo sugli aspetti tecnici della riforma visto da due punti di vista diversi, di fatto una specie di prova del fuoco, un test per capire se il format può funzionare o invece rischia di diventare un boomerang di fronte ad una platea eterogenea.
E così, nella Sala dei Bastioni, l’altra sera si sono affrontati due big: da una parte Carlo Fusaro, prof di diritto pubblico a Firenze e una delle icone della campagna “Basta un sì”, dall’altra Ugo De Siervo, che della riforma costituzionale firmata da Matteo Renzi e Maria Elena Boschi pensa tutto il male possibile. «Distruggerà la Carta», ha detto in una delle sue interviste. Ecco, il segretario provinciale Alessio Lari degli “incontri col nemico” ha deciso di farne il brand della marcia di avvicinamento del Pd pisano al 4 dicembre. La corsa verso il referendum sarà caratterizzata da banchini nelle piazze, da iniziative e dibattiti pubblici a sostegno del Sì, ma anche da alcuni faccia a faccia in cui saranno messe a confronto la voce ufficiale del partito e quella “eretica”. Proprio la dissidenza che quest’estate il Pd locale in città aveva evitato vestisse i panni dell’Anpi alla festa di Riglione, nelle prossime settimane sarà incarnata da costituzionalisti, esponenti politici e della società civile. Fautori delle ragioni del Sì e del No si ritroveranno a duellare in appuntamenti organizzati con il placet dei Dem o direttamente dal partito sul territorio. Il segretario provinciale dei Democrats ha affidato l’elaborazione del programma a Simone Giglioli, Alberto Porcaro e al vicesegretario Matteo Trapani. Non ci sono ancora date, ma una è imminente a Vecchiano, dove al lavoro ci sono anche il sindaco Massimiliano Angori e l’ex Giancarlo Lunardi. «L’idea - dice Trapani - è provare a organizzare più confronti “sì/no” possibili per entrare nel merito della riforma e farlo su tutto il territorio, perché dobbiamo sostenere il Sì, ma dando piena legittimazione a chi, nel partito, nutre ancora dei dubbi sulla riforma, provando a ragionarci e facendo partire da qui un dibattito sui grandi temi, perché il referendum non deve diventare lo spartiacque su cui fondare l’esistenza del partito stesso». Non solo. Il Pd provinciale punta a spedire i militanti anche nei dibattiti organizzati da associazioni e sindacati. Insomma, la parola d’ordine è sfruttare il referendum non come arma contundente ma per riallacciare un dialogo con «mondi da cui il partito si è allontanato». «Dove ci invitano noi andiamo senza problemi. Ma adesso lavoriamo soprattutto per il Sì», avverte però Antonio Mazzeo, che ieri ha provato a convincere Renzi a presentarsi sabato mattina a Calcinaia per l’inaugurazione di una scuola. Oggi il numero due del Pd toscano sarà invece a Firenze per «una giornata di formazione per i volontari toscani con David Hunter, che insieme a Jim Messina ha curato la campagna elettorale di Obama nel 2012». Perché ok ai confronti, ma la macchina renziana deve cambiare passo. I comitati per il Sì in Italia sono 3.000, ne servono almeno il doppio per mettere in piedi «il porta a porta» simile a quello delle primarie Usa e provare a convincere gli indecisi. Così nel calendario c’è già un dibattito, ma a senso unico. Alla stazione di San Giuliano Terme, ore 18, si parla del Sì. In campo Mazzeo, Andrea Pieroni, Alessandra Nardini e la prof Elisabetta Catellani, ordinario di diritto a Pisa.
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